Intervento militare in Libia? Le parole di Matteo Salvini

tripoli

In Libia la situazione è sempre più tesa. Il consiglio presidenziale libico, guidato da al Sarraj, ha proclamato lo stato di emergenza a Tripoli per gli scontri tra le milizie introno alla capitale.

La decisione è stata presa “per proteggere i cittadini e la sicurezza, impianti e istituzioni vitali che richiedono misure militari e civili“.

Abdel Rahim al Kani, leader delle forze della 7a brigata, ha annunciato un assalto al quartiere di Abu Salim.

L’ambasciata italiana – come ha fatto sapere la Farnesina – “resta operativa ma con una presenza più flessibile, che si sta valutando sulla base delle esigenze e della situazione di sicurezza“.

Anche l’attività dell’ENI prosegue regolarmente.

Secondo il Governo di accordo nazionale, il bilancio degli scontri è di 47 morti e 129 feriti. Inoltre, la polizia giudiziaria ha comunicato che circa 400 detenuti sono riusciti ad evadere dal carcere di Aine Zara, periferia sud di Tripoli, dopo “un tumulto e una rivolta“. Gli evasi sarebbero in maggioranza sostenitori di Gheddafi, il raìs ucciso il 20 ottobre 2011.

Palazzo Chigi ha smentito l’indiscrezione pubblicata dalla Stampa di una task force italiana in difesa di Fayez al Sarraj. Il vicepremier Matteo Salvini ha escluso interventi militari “perché non risolvono nulla. E questo dovrebbero capirlo anche altri“.

Salvini ha detto che l’Italia “deve essere la protagonista della pacificazione del Mediterraneo. Le incursioni di altri, che hanno altri interessi economici, non devono puntare sul bene comune, che è la pace. […] Sono molto preoccupato, evidentemente c’è qualcuno dietro“. Il riferimento è alla Francia.