Italiano rapito in Siria: “Mi tengono prigioniero”. La Farnesina sa da tempo

Un italiano di 32 anni, Alessandro Sandrini, sarebbe stato rapito in Turchia e portato in Siria.

L’uomo, originario di Folzano (Brescia), risulta scomparso in Turchia da oltre un anno.

Ne dà notizia Il Giornale di Brescia, che ha intervistato la madre.

Dipendente in Cassa Integrazione in una ditta bresciana, Alessandro era partito nel 2016 per un viaggio organizzato di una settimana in Turchia.

Il 32enne ha soggiorno in un hotel a Adana, città turca a 180 chilometri da Aleppo e ha chiamato, sostenendo di temere per la sua vita. Dopodiché si è persa ogni traccia di lui.

Al telefono l’italiano ha detto: “Mi tengono prigioniero, aiutatemi. Vogliono il riscatto, altrimenti mi uccidono“.

Il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che “il caso è noto da tempo e seguito dalla Farnesina“, ovvero da più di un anno, dopo che la madre ha presentato due denunce in questura sulla scomparsa del figlio.

Per gli inquirenti l’ipotesi del sequestro sarebbe credibile: il giovane bresciano sarebbe ostaggio di un gruppo criminale, che opera sul confine tra la Turchia e la Siria, e come riscatto pretenderebbe un’ingente somma di denaro dallo Stato italiano.