La confessione intima di Cesare Cremonini: “Un mese fa ho perso papà…”

Le parole del cantante dopo la scomparsa di papà Giovanni, uno dei medici più famosi d’Italia.

Era forse uno dei medici più famosi d’Italia Giovanni Cremonini, papà di Cesare, morto lo scorso settembre a 94 anni.

La sua teoria, da nutrizionista, che dopo i 30 anni un uno era “condannato” – nonostante palestra e cibo sano – a prendere, nonostante tutto, “un chilo all’anno” ha da sempre diviso opinionisti, atleti e colleghi. Ma tant’è, escludendo il figlio, era famoso anche per questo.

Papà Giovanni, mamma Carla, e i due figli – Cesare e il fratello Vittorio – sono sempre stati una famiglia molto unita.

Quando nel dicembre 2017 il dottor Cremonini era stato onorato con una targa all’interno del poliambulatorio Asl di San Lazzaro di Savena per la sua lunga carriera di medico di famiglia, Cesare era in prima fila, orgogliosissimo: «Per il mio babbo sono stato un figlio ma anche un paziente, perché ha trattato tutti i suoi pazienti come dei figli. Qualche anno fa mio padre ebbe un ictus davanti a me, a cena. Stavamo passando una bella serata in due in Piazza Santo Stefano, una delle più belle cartoline di Bologna, quando le sue parole cominciarono a cadere sul tavolo. La sua voce spariva e tornava accompagnata da un fortissimo mal di testa», aveva rivelato.

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E ancora: «Lo portai in ospedale attraversando chilometri di strade in mezzo ai campi senza badare ai semafori e agli incroci. Continuavo a raccontargli di quando ero piccolo e lui mi addormentava con delle improbabili favole inventate. Improvvisavo alla meglio per cercare di tenerlo sveglio, mentre lui emetteva frasi sconnesse. Arrivati all’ospedale Sant’Orsola lo operarono immediatamente e mi ritrovai a pregare per lui nella sala di aspetto».

«“Dio, fammi risentire ancora una volta la sua voce!”. Anche se vorrei non capitasse mai più, quel momento ha cambiato profondamente la mia vita, il mio rapporto con lui e la mia spiritualità. L’intervento riuscì e dopo due settimane di silenzio e balbettamenti mio padre tornò a pronunciare il mio nome correttamente. Pochi giorni dopo era di nuovo in ambulatorio a visitare i suoi pazienti. Sentire la sua voce sparire e rendersi irriconoscibile è il momento che vorrei poter cancellare dalla mia memoria», ha aggiunto.

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In occasione del prossimo disco, che racconta i 20 anni della sua carriera, Cesare è tornato a parlare del papà.

«Circa un mese fa ho perso mio padre, e mentre mi occupavo di quelle disgustose faccende che si impossessano del quadro quando se ne va una persona che ami, mi sono distratto totalmente dal mio percorso. A un tratto mi sono voltato indietro per ricercare la riva, la riva che mi aveva sempre fornito le coordinate per orientarmi e non sono più riuscito a metterla a fuoco. Non c’era più. E con lei i ricordi. In quel momento ho capito che ero in mare aperto. Forse avere quarant’anni ha proprio questo di bello: per la prima volta non ho un punto di riferimento e credo sia un bene. So che nessuna burrasca mi può uccidere e che la rotta è tutta da inventare».

Il disco conterrà 6 brani inediti e 18 rarità tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate. Con Cremonini 2C2C per la prima volta sarà possibile svelare la magia della nascita delle canzoni e cogliere il loro processo creativo.

«Sono nato nel 1980», spiega, «e la mia generazione è stata lasciata abbastanza sola per emanciparsi e poter fare a meno degli altri. Questo ci ha fatto diventare adulti in fretta. Era ancora un’epoca in cui gli adulti esistevano solamente nel momento del rigore, ma poi già a 9-10 anni si andava a scuola e si tornava da soli. Da ragazzini eravamo soli nel gioco, soli nei pomeriggi in camera con l’amico, soli davanti al primo film horror, alla prima donna nuda vista in tv, alla prima sbornia. i combinavano i guai, si piangeva e si soffriva fortunatamente da soli. Oggi invece molti adulti, per precauzione mi ci metto dentro anche io, sentendosi eternamente giovani, occupano tutti gli spazi destinati ai più piccoli, che non hanno più la propria privacy per giocare in santa pace. Trovo invadente la presenza degli adulti nei social per ragazzini, per esempio. Andare a caccia di like tra i minorenni sembra essere diventata la nuova occupazione di un sacco di persone».

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