La dieta dell’uva “bruciagrassi”. Ecco come fare

uva

Mai più stress per i chili di troppo. Alla “prova costume” si può arrivare senza troppo sforzi. Sembra impossibile, ma tutto questo lo può offrire un piccolo chicco d’uva. Il dolce frutto autunnale infatti racchiude in un acino molte delle proprietà che altri cibi non hanno.

Tra i tanti pregi, gli scienziati statunitensi hanno scoperto che l’uva può facilmente contrastare gli effetti avversi di una dieta ricca di grassi, per cui diviene un ottimo alleato della dieta e della salute oltre che del benessere.

I ricercatori hanno scoperto nel primo studio che una dieta di 11 settimane e ricca di grassi saturi derivanti dal burro, a cui però era stato aggiunto il 3% di uva era stata in grado di ridurre il grasso corporeo e i depositi lipidici sottocutanei. oltre a questo, gli scienziati hanno scoperto che, sempre l’uva, aveva promosso una riduzione del grasso corporeo grazie alla sua azione sui batteri intestinali: ci era stata infatti una trasformazione del microbiota intestinale, con un aumento dei batteri benefici e un contemporaneo potenziamento del sistema immunitario.

Nel secondo studio, invece, i ricercatori hanno testato gli effetti di una dieta ancora più ricca di grassi saturi e della durata di 4 mesi. La dieta comprendeva, oltre al burro anche strutto e sego animale. Poiché vi era una maggiore presenza di grassi, i ricercatori hanno aumentato l’apporto di uva, pari al 5%. Sarà forse stata la maggioranza di grassi, fatto sta che in questo caso il profilo metabolico non è migliorato allo stesso modo di quanto osservato nel primo studio. Tuttavia si sono mostrati migliori effetti a livello del microbiota intestinale.

Entrambi gli studi sono stati pubblicati sul Journal of Nutritional Biochemistry. A questo si aggiunge un altro beneficio: una migliore tolleranza al glucosio. I polifenoli dell’uva, quindi, avrebbero un impatto importante anche per i pazienti diabetici.