La dieta mediterranea è la migliore al mondo: la conferma dagli Usa

A dirlo è il ranking annuale della rivista U.S. News & World’s Report’s

dieta mediterranea

La dieta mediterranea è la migliore al mondo: a dirlo ci hanno pensato gli esperti della rivista statunitense U.S. News & World’s Report’s, nota da tanti anni per diversi consigli ai consumatori su vari ambiti della quotidianità, dal cibo all’istruzione universitaria.

Il primo posto nel best diets ranking 2020

A rendere nota la conquista del primo posto nel best diets ranking 2020 da parte delle dieta mediterranea ci ha pensato Coldiretti lunedì 20 gennaio, rendendo noto che il regime alimentare tipico dei Paesi del bacino del Mediterraneo, patrimonio UNESCO da tanto tempo, ha battuto altre 34 diete.

dieta mediterranea

Complessivamente, alla dieta mediterranea è stato conferito un punteggio di 4,2 su 5 per via di benefici precisi. Tra questi è possibile ricordare l’influenza sul controllo del peso, così come il mantenimento della salute del cuore e del sistema nervoso. Tra i motivi per cui la dieta mediterranea è stata considerata la migliore al mondo è possibile citare anche il ruolo rilevante nella prevenzione del cancro, delle malattie croniche e del diabete.

Entrando nel dettaglio è bene specificare che, come ricordato dagli esperti Coldiretti, il regime alimentare mediterraneo ha ottenuto il primo posto in quattro categorie precise. Ecco quali:

  • Prevenzione cura del diabete;
  • Mangiare sano;
  • Facilità nel seguirla;
  • Componenti a base vegetale.

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Il secondo e il terzo posto

Il secondo e il terzo posto sono stati conquistati dalla dieta DASH e dalla dieta flexitariana. Il primo regime alimentare, consigliato per tenere sotto controllo la pressione arteriosa, non esclude l’assunzione di particolari alimenti. In generale, però, si consiglia di dare spazio alla frutta e alla verdura, ma anche ai cereali integrali. Raccomandata è anche l’assunzione di pesce azzurro, semi oleosi e legumi. Si consiglia invece di limitare fortemente il consumo di dolci, carni rosse e cibi grassi.

Cosa si può dire invece della dieta flexitariana? Che si tratta di un regime flessibile, caratterizzata soprattutto dal consumo di alimenti di origine vegetale. Chi vuole può consumare anche proteine animali, a patto che si tratti di fonti di qualità, meglio se bio.

Ideata dalla nutrizionista statunitense Dawn Jackson Blatner, prevede un apporto energetico giornaliero pari a 1.500 calorie, che devono essere suddivise in 5 pasti.

Conclusioni

Non c’è che dire: il regime alimentare considerato un simbolo dell‘eccellenza italiana vince a livello internazionale! Forse non tutti sanno che la sua fama è dovuta agli studi di un biologo statunitense di nome Ancel Keys che, arrivato in Italia a seguito delle truppe USA durante il secondo conflitto mondiale, è rimasto stupito per la bassa incidenza di malattie cardiache nella zona della Campania.

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