La diffusione del Covid da asintomatici è “molto rara”, lo afferma l’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità rassicura sul pericolo di chi non presenta sintomi da Coronavirus.

Maria Van Kerkhove
Maria Van Kerkhove

La diffusione del Covid da asintomatici è «molto rara». A dirlo è l’OMS, che scardina alcune convinzioni di chi studia il virus ormai da diversi mesi. Si tratterebbe, quindi, di una malattia più controllabile di quanto si possa pensare.

Alcune persone, soprattutto i giovani che altrimenti sarebbero sani, che sono infette dal Coronavirus non sviluppano mai sintomi oppure in forma molto lieve. Altri, invece, potrebbero non svilupparne fino a giorni dopo la reale infezione.

«Dai dati che abbiamo, sembra ancora raro che una persona asintomatica trasmetta a un altro individuo. È molto raro»: ha affermato Maria Van Kerkhove, capo del Programma Emergenze Sanitarie presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, durante la conferenza stampa delle Nazioni Unite a Ginevra, ieri 8 giugno.

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Secondo queste importanti dichiarazioni, quindi, ci si dovrebbe concentrare sui casi che presentano sintomi compatibili con il Coronavirus e sui soggetti che sono entrati a contatto con loro. La diffusione del Covid da asintomatici, infatti, non sarebbe poi così scontata, anzi. Maria Van Kerkhove, inoltre, ha evidenziato alcune ricerche che parlano di diffusione asintomatica, o preasintomatica, all’interno di case di cura o ambienti domestici.

Si tratta di dati importanti che, però, necessitano di altri approfondimenti prima che si possa «rispondere veramente». E poi: «Abbiamo un certo numero di segnalazioni provenienti da Paesi che stanno eseguendo un tracciamento dei contatti molto dettagliato», ha affermato.

«Stanno seguendo casi asintomati, monitorando i loro contatti. E non stanno trovando un riscontro significativo in termini di trasmissione. È molto raro». Sono dichiarazioni che, se confermate, avrebbero una ricaduta politica davvero significativa.

Un rapporto  dei CDC – Centers for Disease Control and Prevention – sul controllo e la prevenzione delle malattie, pubblicato il primo aprile, ha citato «il potenziale di trasmissione presintomatica» come motivo dell’importanza del distanziamento sociale.

«Ciò su cui vogliamo davvero concentrarci sono i casi che presentano sintomi»: ha concluso Van Kerkhove. «Se effettivamente li seguissimo tutti, isolandoli e monitorando i contatti, ridurremmo drasticamente» l’epidemia.

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