La ex compagna non le faceva vedere la figlia: papà 26enne si toglie la vita

Il dramma è avvenuto nel Regno Unito.

Un giovane padre si è tolto la vita dopo essere stato coinvolto in una battaglia per la custodia della figlia di cinque anni.

Il britannico Christopher Brown, 26 anni, avrebbe dovuto affrontare i giudici dopo avere infranto un ordine del tribunale che gli proibiva di contattare la madre della bambina.

Il gioane è stato trovato morto nella casa che condivideva con la madre e il patrigno a Blackpool, nel Lancaschire, il 26 marzo scorso.

La polizia ha scoperto il suo corpo in una roulotte nel giardino sul retro della casa: si è impiccato dopo avere una scritto una lettera.

Brown, titolare di una impresa di costruzioni, si è separato dalla madre della figlia nel 2014. Era disperato perché non poteva vedere la figlia dal momento che si era trasferita a Sunderland, ovvero a 250 chilometri di distanza, ragione per cui gli erano stati prescritti degli antidepressivi.

Durante la controversia legale, Brown aveva affermato di non avere diritti di visita adeguati e di avere tentato di ottenere una sentenza in un tribunale della famiglia.

Nel giorno di Capodanno di quest’anno Brown pubblicò anche un messaggio straziante su Facebook:

Un altro anno, un altro sorriso ma non per me. Il mio cuore si spezza perché posso vedere il tuo sorriso solo per un po’. Combatterò per te e l’anno prossimo sorrideremo senza paura. A papà manchi così tanto…“.

Nel mese di febbraio Brown è stato arrestato e tenuto in prigione dopo avere violato un ordine di protezione e per molestie nei confronti della sua ex partner. Doveva presentarsi davanti alla Corte il 5 giugno scorso.

Il suo patrigno, Anthony Cummings, ha dichiarato all’udienza di Blackpool: “La madre ha portato la figlia a Sunderland e così Chris poteva vederla di rado. Aveva avviato un’attività in proprio ma, trattandosi di costruzioni, bisognava aspettare sempre di essere pagato. Aveva alcuni debiti ma non significativi. In inverno avrebbe dormito in casa e in estate nella roulotte. Per quanto ne sapevo, i suoi farmaci erano stati sospesi dal medico ad ottobre perché aveva provato a sovradosare l’assunzione degli antidepressivi. Pensavamo che fosse stato fuori tutto il giorno…“.

Infine, un rapporto di un ufficiale medico legale ha dichiarato: “A Christopher Brown era stato precedentemente diagnosticato un DPTS (disturbo da stress post traumatico, n.d.r.), aveva tentato di suicidarsi in diverse occasioni in passato. Gli erano stati prescritti antidepressivi. […] La famiglia ha dichiarato che gli era stato diagnosticato il DPTS e stava aspettando di fissare un appuntamento con i medici da ottobre, ovvero da quando si era tagliato i polsi. Non ha, comunque, avuto problemi con alcol e droghe“.