La fase 2 non considera i fidanzati? I dettagli sul nuovo DPCM

Ieri il premier Giuseppe Conte ha parlato alla nazione e ha annunciato le novità in vigore dal 4 maggio.

Coppia in crisi
I fidanzati dovranno ancora aspettare

La fase 2 non considera i fidanzati: è ufficiale. Le parole di Giuseppe Conte sono state chiare e hanno menzionato soltanto i «congiunti». Solo loro, infatti, potranno riverdersi, sempre rispettando le misure di prevenzione.

I fidanzati, i compagni, gli amanti, qualsiasi coppia che non sia legalmente riconosciuta quindi dovranno aspettare ancora prima di potersi riabbracciare. Sono tanti i post sui social che ironizzano sulla questione, ma al di là di tutto il DPCM non lascia spazio alle interpretazioni.

Giuseppe Conte

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Coniugi, genitori, nonni, zii, fratelli, figli e nipoti potranno rivedersi. La fase 2 non considera i fidanzati, ed è uno degli argomenti più discussi nelle ultime ore: da quando il Presidente del Consiglio è apparso in video per parlare agli italiani e rispondere alle domande dei giornalisti.

Serve, quindi, un vincolo di sangue o legale – il matrimonio – per avere l’autorizzazione a vedersi da vicino. I fidanzati dovranno aspettare, salvo deroghe dell’ultima ora che potrebbero essere annunciate a seguito delle proteste.

Per adesso è stata data autorizzazione solo agli «spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute», ma si «considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine». Il tutto all’interno della propria Regione.

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Giuseppe Conte ha parlato delle «famiglie che sono state separate dal lockdown: genitori e figli, nonni e nipoti». Niente party privati tra parenti, però: i contatti devono avvenire senza contatti che possano mettere in pericolo la salute dei soggetti coinvolti.

Nessuna limitazione, invece, per gli spostamenti degli over 60. Il premier ha bocciato la proposta della task force guidata da Vittorio Colao, che prevedeva l’isolamento dei cittadini dai 60 anni in su. Tra i motivi che anche una valutazione economica: la loro esclusione avrebbe ridotto del 9% la forza lavoro, di manifattura, servizi, commercio e turismo.

COSA DICE IL DCPM

«Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie». Quindi, si potrà andare a casa dei ‘congiunti’ con le mascherine.

«In ogni caso – prosegue il testo – è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

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