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La figlia di 4 mesi piange durante la partita, il padre le toglie la vita

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Un padre malvagio, il britannico Neil Smith, è stato condannato al carcere a vita dopo avere tolto la vita alla sua piccola figlia.

Il dramma è avvenuto il 4 agosto 2017 quando la piccola Hope aveva appena quattro mesi. Ad accorgersi del decesso della bambina è stata la madre, non appena tornata nella casa della coppia, a Walsall Wood.

Hope è stata ricoverata in ospedale ma non è riuscita a riprendersi e la macchina per il supporto vitale è stata spenta nel novembre di quell’anno.

L’autospia ha rivelato gravi lesioni cerebrali catastrofiche conseguenze di traumi su una superficie morbida e di scossoni.

Neil Smith, 33 anni, che aveva subito delle ferite gravi in seguito a un incidente sul luogo di lavoro nel 2015, è stato condannato all’ergastolo.

Il detective Nick Barnes, della squadra omicidi di Birmingham, ha dichiarato alla stampa locale: “Non sapremo mai veramente cosa abbia spinto l’uomo a diventare così aggressivo e violento contro la figlia. A quanto sappiamo, stava guardando una partita di calcio in TV e, forse per la frustrazione di dovere curare i bisogni della piccola, si è scatenata la sua rabbia. Ma qualunque sia la ragione, non ci può mai essere una giustificazione per ferire in quel modo la figlia, determinando altresì un impatto devastante sul resto della famiglia“.

In una nota stampa, la madre di Hope, Nicola, ha affermato: “Mia figlia era perfetta per me, l’amavo, la amo ancora, la mia bellissima bambina. La data del 4 agosto 2017, il giorno in cui è stata portata in ospedale, è stato uno dei peggiori giorni della mia vita. Poco dopo il ricovero in ospedale, i medici hanno cominciato a spiegarmi che aveva subito gravi lesioni non accidentali ed era improbabile che potesse sopravvivere. Mio marito è stato accusato di aver causato queste ferite orribili. Ho ascoltato quanto ha fatto: le ferite sono state descritte graficamente dai medici e dagli esperti, durante il processo: Neil l’ha scossa così forte che l’ha uccisa”.

Non posso perdonarlo per quello che ha fatto – ha aggiunto la donna – ho amato quell’uomo, mi sono preso cura di lui, l’ho amato, nel bene nel male e nella salute, ma ha tolto la vita a nostra figlia e non è stato abbastanza coraggioso da dire che lo ha fatto e perché“.

Hope mi mancherà ogni giorno e mi mancherà assistere alla vita che avrebbe avuto, le cose che altre madri possono condividere con le figlie, le cose che si danno per scontate“, ha concluso.