La Francia spaccata sul certificato di verginità: di cosa si tratta?

Il Governo propone di penalizzarlo mentre la comunità medica è divisa.

In Francia in questi giorni ferve il dibattito sul cosiddetto certificato di verginità per le donne. Vediamo, nelle prossime righe, di cosa si tratta di preciso.

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Certificato di verginità: di cosa si tratta?

Il certificato di verginità altro non è che una carta firmata di un ginecologo che attesta che una donna non ha ancora avuto rapporti sessuali. In Francia, come specificato dal Presidente Macron, ne è stata annunciata l’abolizione. Il motivo? Preservare i diritti e la dignità delle donne. Il principale inquilino dell’Eliseo ha fatto presente che, al giorno d’oggi, non è pensabile ricorrere ai certificati per sposarsi.

Il Ministro dell’Interno Darmanin ha rincarato la dose, specificando che l’obiettivo va oltre il divieto e prevede anche la penalizzazione. I medici francesi sono schierati diversamente. Da parte dell’Associazione Nazionale per l’Interruzione di Gravidanza e la Contraccezione, arriva l’allarme relativo al rischio di, in caso di divieto, negare le pratiche in questione senza farle concretamente scomparire.

Il punto di vista del Dottor Joelle Belaisch-Allart, Presidente del Collegio Nazionale Ginecologi e Ostetrici, è differente. Intervistato da Le Monde, l’esperto ha fatto presente che si tratta di casi estremamente rari ma esistenti, quasi tutti aventi alle spalle motivi di origine religiosa. A suo dire, si tratta di pratiche di altri tempi, una forma di violenza contro le donne. Isabelle Derredinger, segretaria generale dell’Ordine delle Ostetriche, ha specificato che, in alcuni frangenti, non presentare il suddetto documento può mettere in pericolo l’incolumità delle donne prossime al matrimonio.

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