La Malesia vieta la canzone “Despacito”. Il testo è “troppo sexy”

Gli haters di “Despacito” da oggi hanno un posto dove andare per non ascoltare più il tormentone dell’estate 2017: la Malesia.

Il governo, infatti, ne ha vietata la trasmissione alle radio e alle tv di stato. E ha invitato i media privati a fare lo stesso.

La censura nasce dalle pressioni ricevute dal partito islamico di opposizione, il Amanah Negara, che giudica “troppo sexy”, “pornografico e poco adatto ai bambini” il testo della canzone di Luis Fonsi e Daddy Yankee.

“Le parole di quella hit non sono adatte per essere ascoltate” ha spiegato il ministro per le Comunicazioni di Kuala Lumpur Salleh Saled che ha anche ammesso di essere arrivato a questa decisione perché ci sono state “lamentele pubbliche”.

Il brano, infatti, elenca (e in alcuni versi in maniera molto esplicita) le cose che il cantante vorrebbe fare con la ragazza che gli piace. Richieste per lo più di natura sessuale.

Sembra si tratti di un serio problema di natura sociale. “La canzone viene cantata dai giovani senza che sappiano davvero il significato delle parole”, ha dichiarato Atriza Umar, una delle leader della sezione femminile di Amanah.

La Malesia, va ricordato, non è nuova a queste drastiche decisioni. In un paese a maggioranza islamica dove la censura la fa da padrona, non di rado sono le pellicole hollywoodiane ad essere bloccate perché ritenute offensive nei confronti dei valori religiosi.

Fra i casi più eclatanti non possiamo non citare l’ultimo in ordine di tempo, “La bella e la bestia” della Disney che ha dovuto subire i tagli dialcune parti accusate di fare “propaganda gay”.