La minaccia dei narcos: “Per ogni nostro morto, dieci medici saranno uccisi”

In Messico il personale sanitario che lotta contro la pandemia è anche minacciato di morte.

Sul social media sta girando un messaggio minaccioso dei trafficanti di droga messicani, presenti a  Petatlán, nello Stato di Guerrero, contro il personale medico che sta affrontando il coronavirus.

Un presunto criminale, che opererebbe nell’area, assicura che per ogni persona ammalata nella sua famiglia o per ogni membro del gruppo criminale (che non è stato identificato) che perde la vita negli ospedali, i trafficanti di droga (noti anche con il nome di narcos) uccideranno dieci medici.

L’uomo si chiamerebbe Pedro Avilés Salazar, come riportato su Laopinion.com, autore di questo messaggio:

«Miren doctores hijos de su puta madre nada más para que sepan, yo sé que tienen una meta y les pagaron para que todo el que llegue enfermo al hospital o al IMSS lo aíslen como infectado y después lo matan ustedes mismos. Para que vayan sabiendo por cada familiar que ustedes me maten yo voy a matar a 10 de ustedes así que ya saben».

Ovvero: «So che i medici hanno un obiettivo e sono pagati affinché tutti coloro che vengono in ospedale siano isolati come infetti e poi uccisi. Sappiano che, per ogni membro della famiglia che uccidono, ne ucciderò 10, quindi lo sapete già».

Sfortunatamente, in Messico molti cittadini credono che il coronavirus non esista e medici e infermieri sono accusati di diffondere la malattia. C’è chi è stato persino colpito dall’acqua bollente o da spruzzi al cloro. Insomma, il personale sanitario non solo deve affrontare la pandemia con il rischio di ammalarsi di COVID-19 ma è anche vittima di questi attacchi.

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