La paralisi nel sonno: ecco cos’è e cosa fare per evitarla

Durante la paralisi nel sonno si è coscienti, ma non ci si riesce a muovere. Ecco da cosa è provocata e cosa fare per evitarla.

Il folklore meridionale lo chiama Scazzamurrieddhru o Munaciello. E’ un omino brutto che indossa un cappello che disturba il sonno sedendosi sulla pancia o sul petto di chi dorme impedendogli di muoversi e di respirare.

La scienza la chiama paralisi nel sonno o paralisi ipnagogica. Si verifica quando ci si risveglia prima che la fase REM (quella durante la quale si sogna) sia terminata senza però che i muscoli del nostro corpo abbiano ripreso tono. Si è coscienti, ma non ci si riesce a muovere. E sembra di vedere dei fantasmi che altro non sono che la proiezione dei sogni che si stavano facendo prima del brusco risveglio. Questo provoca ansia e terrore.

 

Fra le cause della paralisi nel sonno ci sono lo stress, depressione, attacchi di panico, la mancanza di riposo, l’irregolarità dei ritmi di vita, la narcolessia e sembra anche la predisposizione genetica.

Non esiste una cura, ma piccoli accorgimenti per ridurne la frequenza. Prima di tutto è fondamentale avere un sonno tranquillo: per questo mai bere caffè, tè e alcol o fumare prima di andare a dormire. Importante è anche ridurre stress e ansia durante la giornata.

Per rilassare i muscoli può essere utile fare un bagno prima di andare a nanna. Infine, è meglio evitare di dormire supini perché questa è una posizione che facilita l’irrigidimento dei muscoli e il senso di soffocamento.

Leggi anche: 6 cose che facciamo ogni giorno sbagliando.

Seguici anche su Google News: