La tomba di Gesù risalirebbe all’epoca di Costantino

La scoperta fa sussultare sia credenti che non.

Perché la figura di Gesù Cristo esercita un certo fascino anche sugli atei più incalliti. E lo dimostra proprio questa notizia che sta facendo il giro del mondo.

Si tratta di una importante scoperta archeologica che riguarda il Santo Sepolcro, ovvero il luogo in cui la tradizione cristiana vuole che sia stato seppellito Cristo dopo la crocifissione e che avrebbe abbandonato risorgendo a tre giorni dalla morte.

La tomba è custodita all’interno della cosiddetta Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nonostante sia sempre stata luogo di pellegrinaggi da parte dei fedeli, gli archeologi avevano stabilito che quella tomba, portata alla luce circa 17 secoli fa, risaliva ai tempi delle Crociate.

Oggi, una ricerca finanziata dal ‘National Geographic’ riscrive la storia di quel luogo di culto: il sepolcro risalirebbe all’epoca di Costantino, il primo imperatore cristiano, ovvero a circa un millennio prima delle Crociate.

Si parla del IV secolo d.C, ovviamente si è ancora un po’ lontani dal 33 d.C. che la Bibbia indica come l’anno della morte di Cristo.

Tuttavia, le prossime ricerche potrebbero spostare ulteriormente questa data avvicinandola ancor di più a quella della crocifissione. Infatti, con la nuova datazione diventa plausibile che questa tomba sia quella che nel 325 trovarono i rappresentanti di Costantino giunti a Gerusalemme per cercare proprio il Santo Sepolcro da loro individuato in un tempio costruito circa 200 anni prima e più volte raso al suolo (e che, quindi, sarebbe il Santo Sepolcro di cui stiamo scrivendo).

Dunque, la croce scolpita sulla lastra di marmo che copre la superficie calcarea dove si metteva il corpo da seppellire, non sarebbe il simbolo dei Crociati, ma verosimilmente potrebbe indicare che il corpo custodito fu crocifisso.