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panettone la top 5 di Gambero Rosso

La top 5 del panettone per questo 2023, ecco i migliori secondo Gambero Rosso

C’è chi sostiene che tutti i panettoni industriali siano uguali. Possiamo dire che, davvero, non è così. Sveleremo la graduatoria dei cinque principali marchi disponibili nei supermercati e più quotati qualitativamente. Ovvio che la differenza tra i prodotti industriali e artigianali si percepisce chiaramente nel caso del panettone. All’esterno sembrano belli, ben fatti e con un colore uniforme, ma poi, al taglio, la storia cambia completamente.

I panettoni del supermercato continuano a dominare il mercato e per questo motivo proponiamo una classifica per questa grande produzione. Solo un panettone ha raggiunto la sufficienza piena. Per questo motivo abbiamo deciso di inserire nella classifica tutti quelli con un punteggio di 50 o superiore (su 100). Non abbiamo incluso i marchi dei supermercati ma solo il panettone di ogni industria. Eccoli, elencati dal primo all’ultimo, dal migliore oltre la sufficienza a quello sufficiente.

Motta. Il solo panettone in assaggio che mostra una leggera presenza di alveolatura, ben formato e con un colore uniforme. I canditi sono pochi, l’uvetta è ammassata sui bordi, la crosta è un po’ troppo morbida. Il profumo è chiaramente artificiale (come negli altri casi), ma ha una buona nota di limone e in generale sentori dolci che non sono spiacevoli. Al palato risulta un po’ secco, ma tutto sommato il morso non è sgradevole, anche se lascia la bocca un po’ appiccicosa alla fine.

Bauli. La mollica compatta e brillante gialla sembra cruda a prima vista, è molto umida e si forma facilmente in palline: dopo aver tagliato qualche fettina, il panettone perde consistenza, ma non bisogna perdere la speranza perché il risultato finale non è tra i peggiori. All’esame olfattivo si percepiscono note di vanillina e dolcetti, ma al gusto la sensazione migliora nonostante i canditi gustosi. È il classico panettone da supermercato che ricorda l’infanzia e i pasti di famiglia.

Melegatti. Con un colore chiaro, quasi bianco latte, un impasto pallido con pochi canditi che non è molto invitante. Il profumo, invece, rassicura: sentori di riso, latte, caramello e vaniglia, profumi dolci un po’ artificiali ma comunque piacevoli, infantili. È un dolce che sa di famiglia, forse per questo non sembra nemmeno di mangiare un panettone, sembra più una merendina. Peccato per un po’ troppo lievito, che si fa notare al palato.

Tre Marie. Una forma unica rispetto alle altre, il tradizionale panettone milanese più basso e largo, con un aspetto lucente e una pasta dorata piena di uvetta, che in questo caso è molto abbondante, soffice e generosa. I canditi sono pochi, presenti in pezzetti minuscoli e non invasivi: non eccezionali ma più gustosi rispetto alla media di quelli provati durante la degustazione. Il profumo non è affatto invitante, con note alcoliche che ricordano i dolcetti, odori artificiali che richiamano il talco per bambini, sensazioni che persistono anche al palato con sentori di alcol e una nota amara spiacevole.

Paluani. Il panettone è compatto, chiaro, con pochi canditi sciolti durante la cottura e nascosti nella mollica pallida: l’aspetto non colpisce e purtroppo nemmeno l’odore, che è chiuso e stantio, un odore che potremmo definire vintage per essere gentili, forse anche nostalgico perché ricorda quello degli indumenti della nonna. Il profumo è opaco, polveroso, che al gusto si trasforma in un sapore acido, stucchevole e anche pungente a causa dell’eccessiva quantità di lievito.