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La vergognosa (e incoerente) strumentalizzazione delle foto dei bimbi morti

C’è una vergogna in corso. La strumentalizzazione delle morti dei tre bambini a causa del naufragio di un barcone al largo della Libia. Sì, perché le foto delle vittime sono usate per attaccare la politica sull’immigrazione del governo di Giuseppe Conte e, in particolare, di Matteo Salvini. Come se il colpevole della strage fosse il governo italiano. Una posizione inaccettabile e aberrante.

Innanzitutto, costoro preferiscono non spendere alcuna parola contro chi ha fatto partire i migranti, accalcandone più di 100 in un barcone che, al massimo, avrebbe potuto contenerne 20.

Inoltre, guai a prendersela con il resto dell’Europa. In primo luogo con Emmanuel Macron, moralizzatore a casa d’altri ma che chiude i propri confini e non ne vuole sentire parlare di centri da allestire in territorio francese ma solo nei luoghi di primo accesso. Senza dimenticare che in Francia le ruspe si usano davvero contro i campi di fortuna dei migranti:

Quindi, per coerenza, visto che il naufragio di ieri è colpa del governo Conte, allora i responsabili di ogni altro avvenuto prima è di chi ha guidato gli esecutivi precedenti, no? Cioè, nell’ordine: Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. E Silvio Berlusconi? Beh, l’emergenza degli sbarchi è successiva alla caduta di Gheddafi in Libia (voluta dalla Francia e dagli USA del premio nobel per la pace Barack Obama). Ed è risaputo che, se fosse stato per Berlusconi, non si sarebbe scatenata alcuna anarchia a Tripoli e dintorni.

La strumentalizzazione in corso fa schifo, frutto di posizioni politiche avverse che non prendono in considerazione la realtà oggettiva dei fatti, tralasciando volutamente varie e connesse responsabilità. Come quella delle ONG. Sì, perché la presenza di quelle navi al largo della Libia istigano le partenze e gli affari degli scafisti dal momento che, dopo poche miglia, ci sarà qualche imbarcazione pronta a raccogliere i disperati. Sono convinto, infatti, che ci sarebbero (stati) meno morti se quei poveri disgraziati non avessero avuto la certezza flebile di essere salvati appena possibile.

Infine, il burrascoso vertice UE ha confermato ciò che si sa da tempo: l’egoismo di Parigi e Berlino (con la Merkel ormai in difficoltà dopo il risultato delle ultime elezioni interne) e l’inettitudine dei governi precedenti a questo, a cui va almeno il pregio di non dovere sempre dire di sì a chi si sente padrone dell’Europa. Quella gente si salva intervenendo laddove fuggono e nei posti in cui arrivano per imbarcarsi in bare galleggianti.