Ladro ucciso durante la rapina: arrestati dipendente del mini market e amico

Ieri, martedì 12 marzo, a Palermo, una rapina in un negozio d’alimentari del centro è finita nel sangue. Tuttavia, al contrario di quanto sostenuto nei primi momenti dalla Questura del capoluogo siciliano, la vittima non è stata un cittadino maghrebino ma un palermitano di nome Matteo Tresa, un pregiudicato di 37 anni.

Inoltre, gli agenti della squadra mobile hanno arrestato il 44enne Kabir Humayun e il 41enne Abdum Matin, due cittadini originari del Bangladesh, coinvolti nella tentata rapina, entrambi con regolari permessi di soggiorno: l’uno un dipendente del mini market e l’altro un amico.

Sì, perché a quanto si apprende dall’edizione palermitana di Repubblica, mentre uno teneva immobilizzato a terra il rapinatore, schiacciandogli la testa e il collo con un ginocchio, l’altro continuava a colpirlo al busto con un bastone di legno del diametro di una mazza da baseball.

Il negozio dov’è avvenuto il tentativo di rapina.

I due bengalesi sono stati arrestati con l’accusa di omicidio. Il reato, però, potrebbe cambiare in attesa dell’autopsia sul corpo del rapinatore in quanto, prima del tentativo di furto con una bottiglia di vetro rotta in mano, aveva ingerito anfetamine. Insomma, bisogna capire se il rapinatore sia morto per le violenze subite o per un malore (e, quindi, ci sarebbe l’elemento della concausa).

Matteo Tresa ha provato a farsi consegnare l’incasso non solo con minacce verbali ma anche agitando la bottiglia rotta e colpendone uno alla mano e al capo.

Dopo la sua morte, i due bengalesi non sono scappati ma, insieme al titolare dell’attività commerciale, hanno atteso l’arrivo della Polizia.