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L’annuncio di Salvini: “Chiudere le cartelle esattoriali di Equitalia sotto i 100mila euro”

Matteo Salvini

Da ieri, mercoledì 20 giugno, si sta discutendo (e molto) sulla proposta del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in termini di fisco: “Chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100mila euro“, ovvero circa il 94% dei crediti fiscali e un italiano su due.

Scopo del provvedimento, secondo il vicepremier, sarebbe quello di “liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”, aggiungendo che “ora tocca al governo semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse“.

Si tratta della cosiddetta ‘pace fiscale’, tema che fa parte del contratto del governo del cambiamento che non avrebbe una “finalità condonistica” ma “un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà”.

Il Ministro all’Economia, Giovanni Tria, però, ha detto che bisogna evocare “continuità con il passato per gestire al meglio il presente, verificare le strategie e pianificare con lungimiranza il futuro“. Insomma, una posizione decisamente più cauta rispetto a quella di Salvini.

Critica la posizione del Partito Democratico: “Si spacciano per rappresentanti del cambiamento e poi Salvini propone l’ennesimo condono, in piena continuità con gli esecutivi della destra – ha affermato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del PD – È questa la pace fiscale di cui parlava il contratto di governo? Un approccio sbagliato – nel metodo, perché gli introiti dello stato, secondo quanto rilevato dall’agenzia delle entrate, sarebbero di molto inferiori a quelli che il governo prevede di ottenere, e nel merito, perché asseconda chi si sente più furbo degli altri“.