L’antifascismo violento colpisce ancora: in ospedale attivista di Casapound

Altra azione violenta commessa dai cosiddetti antifascisti, dopo quella commessa a Palermo ai danni di un esponente di Forza Nuova.

A Livorno un militante di CasaPound è stato aggredito mentre cercava di riattaccare un manifesto strappato.

Ne ha dato notizia lo stesso partito, impegnato nelle elezioni di domenica prossima.

L’attivista è stato attaccato da 4 persone incappucciate e armate di bastoni.

Dopo averlo pestato, i quattro avrebbero anche sfondato i finestrini della sua auto.

Con l’attivista c’era anche la sua compagna, incinta, sotto shock ma fortunatamente illesa.

Il 37enne è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 30 giorni: il suo naso è stato fratturato e ha subito contusioni maxillo facciali.

L’uomo, livornese, è un parà in servizio presso il 185/o reggimento acquisizione obiettivi Folgore.

LA REAZIONE DEL LEADER DI CASAPOUND

Il leader di CasaPound, Simone Di Stefano, ha così commentato: “È incredibile quello che sta accadendo in Italia. Mentre le più alte cariche dello Stato vanno manifestando e lanciano allarmi sul sedicente pericolo fascista, gli antifascisti lanciano cacce all’uomo, rivendicano con orgoglio brutali pestaggi, aggrediscono e insultano le forze dell’ordine nella totale impunità. Al nostro militante gravemente ferito, va la più totale solidarietà e vicinanza del movimento. Al ministro Minniti, invece, che non ha ritenuto di spendere una parola sulle minacce di chi ha promesso di mettere a ferro e fuoco Roma per impedirci di parlare al Pantheon questo pomeriggio, annunciando perfino una manifestazione non autorizzata nella ‘green zone’, chiediamo invece cosa si debba aspettare ancora per intervenire. Gesti vigliacchi come questi, o come quelli di Torino, Piacenza, Palermo, non fanno altro che rendere plasticamente evidente qual è la verità storica del periodo in cui viviamo: un movimento come CasaPound che si organizza, si impegna, si presenta alle elezioni e cerca di cambiare l’Italia facendo politica e una massa di vecchi partiti che, pur di mantenere il loro posto alla guida del paese, cedono ai ricatti dei violenti“.

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