Lascia il figlio in auto: “Torno subito”. Poi l’esplosione in fabbrica

Foto da IlGiorno.it.

Esplode un serbatoio di farina in essiccazione e due persone muoiono.

È successo a Treviglio, in provincia di Bergamo, in un’azienda che si occupa della lavorazione di sottoprodotti della macellazione avicola per la produzione di alimenti per animali da compagnia, la Ecb Company.

Le vittime: Gian Battista Gatti, tecnico manutentore e responsabile della sicurezza, 51 anni, e il collega Giuseppe Legnani, 57 anni, entrambi padri di due figli. Con loro c’era anche un terzo collego, illeso.

La deflagrazione è avvenuta alle 10.00 della mattina di Pasqua.

Come si apprende da IlGiornale.it, il figlio di Gatti, Diego ha raccontato cos’è successo: “Succedeva spesso che papà fosse chiamato a sistemare qualcosa, di notte, di giorno, non c”erano orari o festivi. L”ho visto l”ultima volta sabato sera, non ho più potuto salutarlo. Avrei voluto fare tante altre cose con lui, tra un anno sarebbe andato in pensione. Avrebbe potuto togliersi qualche sfizio, finalmente, anche se il suo lavoro gli piaceva molto”.

I due operai, nella mattina di Pasqua, erano andati in azienda per un controllo di routine e poi erano tornati a casa. Poi, però, è arrivata la telefonata di una dirigente con cui avvisava di un odore che proveniva dallo stabilimento.

Gatti era in auto con il figlio, si è recato sul posto, ha lasciato il bimbo di 10 anni in auto ed è andato verso la fabbrica. Con lui c’era Legnani, giunto sul luogo con un suo mezzo.

I due si sono resi conto della presenza di un “processo di combustione” all’interno di un essiccatoio e pochi minuti dopo c’è stata l’esplosione che non ha dato scampo ai due uomini.

Gli inquirenti sono al lavoro per individuare la causa che ha innescato l’esplosione e si stanno concentrando – come rivelato da IlGiorno.it – su un boccaporto. Aperto un fascicolo per omicidio colposo.