Le attrici italiane difendono Giuseppe Tornatore

Il regista Giuseppe Tornatore durante il photo call per la presentazione del film 'La migliore offerta' presso il cinema the Space Moderno in Piazza della Repubblica, Roma il 28 dicembre 2012. Foto ANSA / ANDREA STACCIOLI

Dopo le accuse di Miriana Trevisan e la secca smentita di Giuseppe Tornatore, ora è la volta delle muse ispiratrici del regista siciliano premio Oscar.
Ma questa volta lo star system si schiera dalla parte dell’accusato. Sono diverse, infatti, le attrici che hanno lavorato con Tornatore che stanno tempestando social e media con le loro testimonianze.

La prima è stata Margherita Buy dalle colonne del “Messaggero”. “Giuseppe un molestatore? Ma se è uno dei più grandi gentiluomini con cui abbia mai lavorato. È impensabile che abbia assalito qualcuna“.

A lei si sono accodate altre attrici che hanno avuto tutte parole lusinghiere per il regista che deve fare i conti con l’accusa di molestie sessuali.
È un professionista, un maestro, un grande uomo” ha dichiarato Margareth Madè, “Il regista ha trattato me e tutte le altre donne del set con estremo rispetto. Lo amo e lo ammiro, è un grande uomo” le ha fatto eco Ksenia Rappoport.

L’elenco, nelle ultime ore, si è arricchito di altri due nomi importanti del panorama cinematografico italiano: Laura Chiatti e Claudia Gerini.
La prima ha confermato quanto detto dalle colleghe: “Tornatore è un vero signore e un serio professionista. Con me è stato ineccepibile, chiedendomi di partecipare ad uno dei suoi film migliori, mi ha fatto un grande onore. Non vorrei che esplodesse la moda di denunciare dei professionisti seri solo per giustificare il fallimento della propria carriera“.

Anche la Gerini ha speso parole lusinghiere per il regista: “Ho solo ricordi piacevolissimi dell’esperienza con Tornatore che si è comportato come un galantuomo d’altri tempi”. E poi ha precisato: “È giusto, ci mancherebbe, che le violenze sessuali vengano denunciate e punitie. Ma non lo è cavalcare l’aria del tempo solo per far parlare di sé“.