Le dicevano “grassa” e “brutta”: 16enne si toglie la vita

La drammatica storia di Gail McCkinney, vittima di bullismo.

Una ragazza britannica di soli 16 anni, Gail McKinney ha preso la drammatica decisione di togliersi la vita perché non sopportava più di essere vittima di bullismo.

La triste storia, riportata sul The Sun, è stata raccontata da Paula, la madre di 51 anni.

Gail aveva nascosto ai genitori di essere stata vessata a scuola già dall’età di 11 anni per il suo aspetto fisico e si è suicidata nella delicata fase dell’adolescenza.

Le dicevano “grassa“, “brutta” e “racchia“. Inoltre, non si truccava e pettinava come le sue coetanee. Paula si era accorta di queste differenze ma la figlia non ne voleva sapere di assomigliare alle sue compagne di classe. “Era bassa e paffuta e l’hanno presa in giro perché noon aveva né una vita stretta e capelli lunghi. […] Una volta qualcuno le ha lanciato dei soldi e le ha detto: ‘Perché non vai a prendere un’altra torta alla crema, grassa?“.

Gail è stata descritta come solare, altruista e con un grande senso dell’umorismo. Aveva scelto di non confessare tutti gli insulti subiti ai genitori perché pensava e sperava che prima o poi sarebbero finiti.

La mamma ha detto: “Il suo viso illuminava, è quello che mi manca di più. Ma quando ha iniziato la secondaria tutto ha cominciato a cambiare“.

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio – qui i dati su Vocecontrocorrente.it – è statostimato che “l’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di suicidi. Nel mondo se ne registrano 800.000 all’anno. Nei giovani tra i 15 e i 29 anni è la seconda causa di morte: la prima in Svezia, la seconda nel nostro Paese, per un 4,2% di adolescenti in totale che tenta il suicidio. Ed è proprio in questa fascia, che il tasso resta costante. Diminuisce, invece, per le altre fasce d’età“.

Leggi anche: Bambino sequestrato in casa dai genitori: si salva grazie a un vecchio cellulare.

Da SaluteLab: Ha tentato il suicidio, ora ha una nuova faccia.