Le gemelle Fokkens dalla D’Urso: “Siamo state con 335mila uomini ma siamo single”

Ospiti di Live – Non è la D’Urso le due più anziane prostitute di Amsterdam.

Tutte le volte che Barbara D’Urso sembra avere raggiunto con le sue trasmissioni televisive l’assurdo e l’estremo, riesce sempre a stupirci con nuove scoperte e nuovo trash.

Lo ha fatto di nuovo, nell’ultima puntata di Live – Non è la D’Urso, raggiungendo livelli altissimi di anti-tv di qualità. Una linea che al momento non sembra pagare troppo, visto gli ascolti molto più bassi dello scorso anno. Ma lei continua a estremizzare.

Così, a 77 anni, introdotte dalla canzone Do you believe di Cher sono entrate in studio le più anziane prostitute di Amsterdam. Martine e Louise Fokkens sono due gemelle a “Live – Non è la d’Urso” hanno raccontato di essere state con circa “355mila uomini“. Dopo oltre 50 anni di attività nel quartiere a luci rosse della città olandese, le sorelle però tengono a precisare: “Non siamo andate a letto con tutti, ma li abbiamo fatti godere tutti questi uomini“.

Le due donne sono entrate in studio ballando e dopo hanno intrattenuto il pubblico cantando una canzone che erano solite intonare durante la loro attività. Nonostante l’età, le due 77enni dimostrano di non avere perso il brio e alla domanda di Barbara d’Urso “siete single o sposate?“, una delle due ha risposto: “Al momento siamo single, ma abbiamo degli amici”.

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Il documentario “Meet the Fokkens” di Gabriëlle Provaas e Rob Schröder, pubblicato nel 2011 da Submarine in coproduzione con V-Pro, ha reso Louise e Martine Fokkens celebri e racconta le fasi della vita delle sorelle gemelle, a partire dallo sfruttamento da parte dei loro stessi mariti per arrivare alla decisione di “mettersi in proprio” iniziando una vita decisamente fuori dal comune.

Nonostante gli inevitabili pregiudizi, il documentario mostra rispetto, sensibilità e la notevole dignità con cui le gemelle Louise e Martine Fokkens hanno affrontato e gestito la loro situazione, diventando tra le prostitute più famose e longeve di Amsterdam.

Inoltre, le gemelle si raccontano anche nel loro libro dal titolo “Due vite in vetrina – Chiacchiere senza veli di due gemelle, storiche prostitute di Amsterdam” pubblicato nel 2013 da Vallardi ed incentrato su quasi cinquant’anni di lavoro e sopravvivenza nel distretto a luci rosse di Amsterdam tra ottimismo, indipendenza e dignità, dagli inizi nel mondo della prostituzione ai pericoli degli ultimi decenni.

Hanno dedicato il libro a tutti i clienti che sono rimasti fedeli per anni, nei quali molti di loro sono diventati amici speciali e, al bisogno le hanno aiutate, e ringraziano al suo interno tutte le persone che non le hanno mai giudicate.

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Sebbene abbiano concluso la regolare attività lavorativa andando in pensione e a causa di logici e naturali problemi di vecchiaia, Louise e Martine Fokkens sono ancora attive come prostitute con una manciata di clienti abituali che non ricevono più dietro le finestre. “Sono vecchi clienti”, afferma Louise al Telegraph, “li abbiamo visti per molti anni. Alcuni sono diventati amici. E alcuni hanno mogli”.

Le gemelle Fokkens iniziarono a prostituirsi quando avevano appena 20 anni, all’inizio sul marciapiede e poi in vetrina. Raccontano in diverse interviste che ai tempi la prostituzione non era ancora legale e il mercato del sesso non era ancora in mano alla mafia dell’Est Europa.

Se all’inizio ci sedevamo in vetrina vestite, oggi sono tutte nude, le olandesi sono poche e c’è poco senso della comunità”. Martine e Louise credono che legalizzare le case chiuse non abbiamo migliorato la vita delle prostitute e secondo loro per questo molte ragazze oggi scelgono di lavorare da casa propria o su internet.

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