Le lacrime fanno bene al cuore e alla mente. Lo dice un sondaggio

Il pianto e le lacrime? Contrariamente a quanto si pensa, e con la dovuta misura, sono un segno di salute, una manifestazione fisiologica che permette di sciogliere le tensioni emotive accumulate, con un beneficio sia fisico sia psicologico.

Le emozioni trattenute si trasformano in uno stato di rigidità che colpisce anche la muscolatura, visto che mente e corpo sono fra loro collegati e fa scongelare lo stato di disagio causato dalla tensione.
Ogni lacrima trattenuta si trasforma in un potenziale danno all’organismo. Sforzarsi di non piangere di fronte alle varie emozioni che si provano, le blocca dentro di noi e fa si che si crei una situazione di stress interiore molto elevato. E questo a lungo andare danneggia lo stomaco e l´intestino, il sistema immunitario e quello cardiovascolare.

Quante volte infatti abbiamo sentito che piangere ci ha fatto stare meglio? Secondo un recente sondaggio, nove persone su dieci si sentono meglio dopo un bel pianto (circa 88% della popolazione) ed una donna piange in media 47 volte in un anno (fonte accreditata dal Corriere della Sera). Evitare di piangere quindi aumenta il rischio di infarti e di danni al cervello.

Durante il pianto, soprattutto quello di tipo emotivo, ci liberiamo dalle tossine prodotte dallo stress, in particolare da sostanze come la prolattina e il manganese (presente in modo elevato nel cervello dei depressi). Sforzarsi di non piangere, blocca le emozioni dentro di noi, favorendo posizioni poco corrette anche per la colonna vertebrale, si pensi ad esempio alle classiche spalle ricurve causate da un irrigidimento della muscolatura. La tensione quindi viaggia dalla mente direttamente allo stomaco danneggiandolo e provocando in ultimo stadio gastriti e dolori intestinali.

Così facendo poi contribuiamo ad indebolire il nostro sistema immunitario già provato a causa dei forti stimoli negativi al quale è stato sottoposto. Una recente ricerca di William Frey, biochimico dell’Università del Minnesota (Usa) ha dimostrato in modo scientifico che dal pianto nascono benefici sia fisici che psicologici. Lo studioso ha infatti formulato la “recovery theory” cioè la “teoria della guarigione” secondo la quale le lacrime emozionali, cioè quelle causate da un dolore o dalla commozione, sarebbero un vero toccasana per il nostro benessere.

Piangere, inoltre, provoca la produzione di enkfalina, un anestetico che rilassa i muscoli facilitando così uno stato distensivo del nostro corpo. Secondo il professor Frey le lacrime, aiutandoci ad affrontare il nervosismo, ci hanno permesso di sopravvivere alle pressioni della selezione naturale.