Le mascherine possono danneggiare: l’allarme dei medici

A febbraio erano indispensabili, adesso sono causa di mal di testa, insufficienza repsiratoria, ipercapnia e ipossia.

Sanificare le mascherine

Sono ancora obbligatorie, ma le mascherine possono danneggiare. La denuncia arriva dagli esperti che assicurano che non siamo più in una fase in cui questo tipo di protezione può essere sempre utile, semmai può portare con sé effetti collaterali.

Nei luoghi chiusi è bene indossarle ancora, ma all’aperto o se si è alla guida dell’auto non sono più necessarie. Oltre a problemi respiratori, infatti, possono indurre un aumento dell’anidride carbonica nel sangue e ipossia. Insomma, condizioni che se trascurate possono diventare anche gravi. Si parla di un crollo delle difese immunitarie e di situazioni che possono rendere vulnerabili ai tumori.

donna con la mascherina in spiaggia

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Molto dipende dal tipo di dispositivi di protezione individuale che si utilizza: le mascherine possono danneggiare soprattutto quando sono particolarmente costrittive. Quelle in stoffa fatte in casa o le chirurgiche sono meno pericolose.

Sconsigliate quindi per chi ha patologie polmonari e ai più piccini. La N95, se da una parte filtra il 95% delle particelle, dall’altra compromette la respirazione e provoca mal di testa. Un uso prolungato provoca anche l’’ossigenazione del sangue del 20%. Insomma, meglio usarla solo quando strettamente necessaria, per esempio tra le corsie degli ospedali.

Anche se è meno pericolosa, anche quella chirurgica deve essere indossata solo quando serve. Dopo ore può causare ipossia e inibire le principali cellule immunitarie, i linfociti T Cd4+ (aumentando così il rischio di infezione).

Inoltre, chi è infetto, quando la indossa, continua a rimandare il virus nei polmoni che, naturalmente, cercano di espellerlo. Così facendo si aumenta anche la sua concentrazione nell’organismo.

Il punto di vista di chi sta al Governo è comprensibile, ma non sono pochi i medici che lanciano un allarme contro l’uso smodato dei dispositivi di protezione individuale. E allora, sbaglia davvero chi non è apparentemente così ligio al dovere e alle disposizioni ministeriali?

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