Legata alla sedia e presa calci, parla la professoressa

Ha fatto molto clamore la storia di una supplente di inglese vittima di bullismo in una scuola di Alessandria. I media avevano raccontato che la donna, con problemi di deambulazione, era stata immobilizzata con del nastro adesivo alla sua sedia che poi era stata presa a calci. Carnefici, i suoi studenti che avevano ripreso la scena e postato il video (quasi subito rimosso) su instagram e che erano stai poi puniti con la sospensione di un mese per tutti con obbligo di frequenza e pulizia dei cestini di tutte le aule durante l’intervallo.

Una punizione per nulla esemplare – si erano lamentato gli altri docenti – e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti”.

All’indomani della diffusione della notizia (il fatto, però, risale ad un mese), era arrivata una rettifica da parte del dirigente scolastico che aveva ridimensionato l’accaduto.

Particolarmente timida e un po’ impacciata – aveva dichiarato – ha chiesto ad alcuni ragazzi di scrivere alcune frasi alla lavagna. Ne hanno un po’ approfittato. C’è stata qualche risata di troppo e qualcuno le ha messo dello scotch nella borsetta dell’insegnante. Nessun l’ha legata e, tanto meno, presa a calci”.

Ora arrivano anche le dichiarazioni della vittima. Dalle colonne di ‘Repubblica’ l’insegnante ha spiegato.
Erano una decina – ha raccontato – mi hanno un po’ derisa. Mi hanno circondata e mi hanno fatto scherzi. Mi spostavano la cattedra, io ho difficoltà a deambulare e loro allontanavano il tavolo. Si sono scusati, è stato un episodio di goliardia. Alcuni di loro sono studenti bravissimi, si sa che nel biennio sono un po’ così”.

E in merito alla punizione ha dichiarato: “La punizione l’hanno avuta, è stata giusta almeno evitiamo che lo facciano di nuovo”.