Licenziato con un sms perché è di colore

Perdere il lavoro a causa del colore della pelle. Accade nella civilissima Italia che si fa prontamente carico dei profughi in cerca di una vita migliore. Accade nella “aperta” Romagna.

Il protagonista di questa vergognosa vicenda è Paolo, un giovane 29enne milanese di colore che alla vigilia della firma di un contratto lavorativo per un albergo di Cervia si è visto arrivare un sms da quello che sarebbe stato il suo datore di lavoro. Questo il testo dell’sms.

Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala qui in Romagna la gente è molto indietro con mentalità scusami ma non posso farti venire giù ciao”.

Fonte Today

Il ragazzo aveva risposto ad un annuncio, e dopo diverse chiacchierate telefoniche con il datore di lavoro in merito alle sue competenze (sicuramente sarà stato irrilevante parlare di razze e paesi di origine), era stato invitato ad inviare la copia della carta d’identità e tutti i documenti necessari per ufficializzare l’assunzione e compilare il contratto.

Chi doveva assumerlo, evidentemente ha ricevuto una doccia fredda quando ha visto la foto del documento di identità e ha pensato bene di liquidare Paolo che giustamente non se l’è tenuta e con la sua famiglia si è rivolta alla CGIL di Ravenna che sta già preparando diverse vertenze.

Perché se è vero che non si tratta di un licenziamento (Paolo non aveva ancora firmato il contratto), siamo in presenza di una palese discriminazione razziale. E nel 2017 non è ammissibile.