Licenziato il capotreno che morse e insultò il passeggero che lo derubò

Aggredito, rapinato e licenziato. È quanto accaduto a Giordano Stagnati, capotreno 25enne protagonista suo malgrado di una vicenda che ha fatto e continua a far parlare.

Il capotreno, lo scorso 23 settembre, stava prestando servizio per la Trenord sulla tratta Brescia-Cremona quando si è imbattuto in un giovane senegalese, Moussa Diatta che viaggiava senza biglietto.

Tra i due sarebbe scoppiata una discussione presto degenerata. Stagnati avrebbe insultato il senegalese urlandogli contro “Sei un negro di m.”, Diatta lo avrebbe spinto a terra e derubato di palmare e pos. Il capotreno avrebbe tentato di difendersi anche mordendolo. Alla fine lo straniero è riuscito a scappare scendendo alla stazione di Bagnolo Mella dove, però, è stato arrestato dai Carabinieri.

Dopo questa disavventura, circa una settimana fa, al capotreno è stato notificato il licenziamento. L’azienda gli contesta il comportamento “non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e dell’azienda che rappresenta mentre indossa l’uniforme aziendale ed esercita funzioni di incaricato di pubblico servizio per conto di Trenord“.

Ovviamente Stagnati si è subito rivolto ad un avvocato che ha fatto sapere che a breve verrà presentato ricorso al giudice del lavoro perché “la sanzione espulsiva è eccessiva e perché il capotreno si stava difendendo da una rapina che effettivamente c’è stata“.

Intanto il prossimo 24 gennaio Moussa Diatta verrà processato per rapina e il capotreno si costituirà parte civile.

Com’era prevedibile la vicenda del licenziamento ha scatenato l’indignazione di molti. Tra questi spicca Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda che dichiarato senza peli sulla lingua: “È assurdo che Trenord abbia deciso di licenziare il capotreno Giordano Stagnati per aver insultato, nell’ambito di una fase concitata dopo aver subito un furto, un immigrato senegalese che lo aveva derubato del palmare. In questa vicenda il capotreno è la vittima di un’aggressione e di un furto e non il colpevole. È più grave reagire con un insulto rispetto a subire un’aggressione per rapina? Siamo oltre l’assurdo”.