Lodi, 15enne progetta attentato terroristico alla stazione. Arrestato

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Aveva già progettato tutto. Il suo obiettivo sarebbe stato quello di fare esplodere una bomba alla stazione ferroviaria di Lodi.

Con la pesante accusa di ‘terrorismo internazionale’, un 15enne musulmano, di origine marocchina ma nato in un piccolo comune del Lodigiano, è stato arrestato nelle scorse settimane.

Qualche giorno fa, il tribunale dei Minori di Milano ha disposto la misura cautelare del carcere. Potrebbe essere pericoloso.

“Voglio mettere una bomba su un treno o su un pullman. O alla stazione di Lodi dove non ci sono controlli”, avrebbe scritto in una chat il giovanissimo aspirante jihadista.

Il ragazzo, conosciuto come Momo al Italy, che faceva parte degli adepti di Lone Mujahid, il sedicente lupo solitario del califfato che da gennaio fa proseliti su Telegram, è finito in manette il 9 ottobre scorso. Dalle conversazioni in chat scoperte dagli inquirenti dell’antiterrorismo di Milano, era emerso un quadro inquietante: il giovane voleva fare un attacco terroristico nel capoluogo con un drone e si informava su come utilizzarlo attraverso un referente dell’Isis.

Appena la scorsa settimana, la procura di Torino ha ottenuto cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti giovani tunisini indagati per terrorismo internazionale. Le misure però non possono essere eseguite a causa di questioni di procedura. I cinque sono sospettati di avere formato in Italia un gruppo collegato all’Isis. Tre di loro si trovano agli arresti domiciliari per droga. Gli altri due invece sono liberi, uno dei quali è già stato espulso nel 2016.

La procura di Torino aveva chiesto gli arresti il 17 maggio, ma un gip, il 21 giugno, aveva respinto l’istanza. Il pm Andrea Padalino ha fatto ricorso al tribunale del riesame del Piemonte, che nei giorni scorsi gli ha dato ragione. L’ordinanza dei giudici, però, non è esecutiva perché gli indagati possono ancora ricorrere in Cassazione. L’arresto, quindi, non può scattare.