L’odio per i broccoli: è questione di genetica

Se l’idea di mangiare la pasta con i broccoli ci fa stare male è colpa del nostro dna.

Broccoli

L’odio per i broccoli, quello che ci fa venire i brividi al solo pensiero, dipende da fattori genetici. Ad affermarlo sono alcuni ricercatori degli Stati Uniti, autori di uno studio che spiega le ragioni per cui non piacciono le verdure.

Broccoli in pentola
Broccoli in cottura

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Se, infatti, ereditiamo due copie in particolare del ‘gene del gusto amato‘, per gli addetti ai lavori il TAS2R38, ci è impossibile avere tra i nostri cibi preferiti i vegetali. Soprattutto i broccoli e tutti i germogli. La stessa reazione potrebbero provocarla il cioccolato fondente, il caffé e la birra.

Ma niente paura, in realtà non si tratta di una cattiva notizia. In termini evolutivi, l’odio per i broccoli si traduce in protezione extra verso le sostanze velenose. Non ci sono altri fattori da prendere in considerazione, è solo ‘colpa’ di un’alterazione genetica (per fortuna del tutto innocua). L’unica difficoltà potrebbe essere quella di raggiungere le dosi di verdure raccomandate ogni giorno.

Ognuno di noi eredita due copie del gene TAS2R38, che analizza i sapori attraverso una proteina presente nei recettori della lingua, e che ci permette di sentire l’amarezza. Chi eredita due copie di una variante chiamata Avi, però, non è sensibile ai gusti amari di alcune sostanze chimiche.

Dna
Dna

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Chi, invece, ha una copia di Avi e un’altra variante chiamata Pav, è più in grado di percepirli. Ma non in misura così estrema come gli individui con due copie di Pav, spesso chiamati ‘super-assaggiatori’, che valutano moltissimi alimenti eccezionalmente amari.

I ricercatori hanno messo a campione 175 persone e hanno scoperto che coloro che possiedono due copie della versione Pav del gene del gusto amaro mangiano solo piccole quantità di verdure a foglia verde, quelle particolarmente raccomandate per salvaguardare la salute del cuore.

«È necessario considerare anche come i pazienti assaporano gli alimenti, se si vuole davvero che seguano le linee guida nutrizionali», hanno affermato gli studiosi. Il prossimo obiettivo è scoprire se le spezie possano aiutare a mascherare il sapore amaro. Così da rendere le verdure più allettanti per chi è predisposto a non sopportarne il gusto.

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