Lotta contro il cancro, da Torino uno studio che fa sperare

La ricerca ha puntato sull’analisi di alcune forme di tumore ai polmoni, al colon-retto e al pancreas

ricercatrice laboratorio
Immagine da Pixabay

Buone notizie arrivano dal mondo della lotta contro il cancro. Stando, infatti, a uno studio condotto da un team internazionale per conto dell’Università di Torino e dall’Ircss di Candiolo, potrebbero schiudersi prospettive del tutto inedite nel contrasto al tumore ai polmoni, al colon-retto e al pancreas.

È stato, infatti, pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Discovery il risultato del lavoro guidato dal direttore del laboratorio di Oncologia Molecolare del’Ircss Candiolo, Alberto Bardelli, che ha puntato sulle potenzialità dell’AMG510 rispetto ad modelli cellulari.

Ma di cosa si tratta? L’AMG510 è un farmaco sperimentale che opera come inibitore del gene KRAS G12C, uno tra i più comuni geni mutati nelle forme di tumore che colpiscono l’uomo, per diversi decenni ritenuto incurabile.

È recente la scoperta di alcuni inibitori covalenti, tra cui appunto il promettente AMG510, che risulterebbero efficaci contro il gene KRAS G12C, presente in alcune tipologie di pazienti alle prese con il cancro ai polmoni e al colon-retto. Nei confronti del primo, i risultati – pur essendo in una fase ancora sperimentale – permettono di sperare in uno sviluppo positivo dello studio.

ricecatrice scientifica

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Secondo Sandra Misale, coordinatrice del lavoro, l’obiettivo della ricerca è quello di «comprendere i meccanismi alla base delle differenze di lignaggio nelle cellule del cancro ai polmoni e del cancro al colon-retto». Dalle valutazioni sin qui effettuate, al netto di una medesima mutazione, si manifestano differenze nei due tipi di tumori che portano a reazioni diverse alle cure sperimentali.

Per quanto riguarda i pazienti affetti da cancro al colon-retto, è emerso che nel caso di questo tipo di tumori trattati con inibitori del gene KRAS G12C è possibile fermare la proliferazione e portare alla morte delle cellule tumorali. Questi medicinali hanno già ricevuto il via libera per il trattamento di altri sottotipi di cancro al colon-retto.

Il gruppo di ricerca ha testato questa combinazione farmacologica in modelli preclinici derivati da pazienti affetti da cancro al colon-retto, fra cui organoidi tumorali, riscontrando una riduzione della crescita del cancro in alcuni casi completa regressione del tumore.