Luca Barbareschi e l’eredità, parla la figlia Eleonora: “Troppo preso da se stesso”

La figlia dell’attore risponde alla sua decisione radicale di toglierle l’eredità.

Da sempre il rapporto tra genitori e figli è qualcosa di difficile da conciliare. Le litigate spesso sono all’ordine del giorno e a volte scappa qualche parola di troppo.

È successo anche a Luca Barbarechi, attore tra i più popolari in Italia, ex deputato della Repubblica e reduce da una serie di flop cinematografici, che nel corso di una intervista televisiva ha dichiarato di «Avere tolto l’eredità ai figli» e che questi da lui «non avranno neanche un euro».

Dichiarazione da padre degenerato? Sì e no. Nel senso che nella sua “follia” artistica Barbareschi ha spiegato i motivi di questa decisione. La decisione di non lasciare eredità ai suoi sei figli l’ha maturata anche sulla base del fatto che dice di aver speso un milione di euro per la loro istruzione: «I figli dei ricchi – si giustifica – diventano cretini, ma non sono cretini. Il cervello è un muscolo e va allenato. Se tu non studi non elabori, il cervello s’impigrisce».

Luca Barbareschi

E ancora Barbareschi: «Io sono nato in Uruguay, ho passaporto uruguagio, ho il passaporto italiano e avendo lavorato tanto in America ho avuto honoris causa il passaporto americano – ha rivelato poi l’attore raccontando la sua esperienza personale -. Questo mi ha dato il privilegio di poterlo dare a tutti i miei figli per cui tutti e sei hanno il passaporto uruguagio, il passaporto italiano e il passaporto americano. Cosa vuol dire questo? Che loro possono lavorare in America, in tutto il Mercosur cioè dall’Argentina al Messico e in tutta l’Europa. Tutti hanno studiato in università che costano un milione di euro per l’educazione di quattro anni».

La replica è arrivata presto. Eleonora Barbareschi, terzogenita di Luca, 35 anni e designer si è detta «addolorata» dalle parole del padre. «Condivido con le mie sorelle l’ eredità – continua Eleonora – quella sì, di un genitore con un carattere difficile, che ci ha allevato come tre maschi e quindi con il desiderio di essere libere, di venire riconosciute per i propri sforzi, in maniera meritocratica. Il problema, semmai è un altro… È confondere la linea sottile che intercorre tra il rendere un figlio libero di emanciparsi e l’abbandono».

Eleonora ammette di aver avvertito nel corso della sua vita l’assenza del padre. «Non lo faceva per cattiveria ma perché è troppo preso da se stesso». A farle più male, però, è stata la fissazione del genitore nel «costringerci a camminare con le nostre gambe. Se, a suo tempo, mi avesse comprato casa non mi sarei mica offesa».

La giovane ha, poi, dichiarato di aver pensato di cambiare cognome, per non essere considerata raccomandata. Ma l’idea non era mai andata in porto.

Leggi anche: Eleonora Barbareschi: “Mio padre mi ha abbandonata”

Da SaluteLab: Febbre a 37: tutto quello che si deve sapere.