Maestra avvelena i suoi alunni alla mensa: voleva vendicarsi di un’altra insegnante

Un’insegnante di una scuola materna è stata arrestata nella Cina orientale dopo che 23 alunni si sono ammalati a causa di un avvelenamento intenzionale.

Si ritiene che l’insegnante, di cui è stato diffuso solo il cognome Wang, abbia contaminato il cibo dei bambini con il nitrito di sodio.

Quest’ultima è una polvera bianca usata nei fertilizzanti che, in caso di sovraesposizione, può essere tossica e persino mortale per l’uomo. La maestra voleva vendicarsi di un’altra insegnante con lo scopo di far ricadere la colpa dell’avvelenamento sulla collega.

I piccoli si sono sentiti male dopo aver mangiato una minestra nella mensa della scuola.

Non è la prima volta che casi come questo avvengono in Cina. Gli scolari, infatti, sono spesso bersagli di persone che nutrono rancore o hanno problemi mentali.

Nell’ottobre dello scorso anno una donna armata di coltello di 39 anni ha ferito senza alcun motivo apparente 14 bambini in un asilo nella città di Chonqing.

Ad aprile, invece, un ex alunno di 28 anni, forse per vendicarsi di essere stato vittima di bullismo quand’era piccolo, ha pugnalato a morte nove alunni fuori da una scuola media e altre dieci sono state ricoverate in ospedale per le ferite riportate nell’attacco.

La Cina limita fortemente la possibilità che i privati cittadini possano avere armi, rendendo così i coltelli e gli esplosivi fatti in casa più comuni nei crimini violenti, così come gli avvelenamenti: nel 2002 42 persone, per lo più scolari, morirono dopo aver mangiato degli snack contaminati con il veleno per topi nella città orientale di Nanijing. L’autore del gesto fu mosso dalla gelosia per gli affari dei suo rivali e fu condannato a morte.