Mafia Capitale, Gianni Alemanno condannato a 6 anni di reclusione

Gianni-Alemanno
Gianni Alemanno (foto Dire).

L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato condannato a sei anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito, nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo.

La sentenza è stata emssa dalla seconda sezione penale del tribunale della capitale.

Per Alemanno è stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale per la durata della pena, divieto di contratto con la Pubblica Amministrazione per due anni, confisca di 298.500 euro.

Alemanno era stato accusato di avere ricevuta quest’ultima somma denaro da Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati nel processo Mafia Capitale, già condannato in appello, in cambio di indicazioni su alcune nomine di Ama, la società che gestisce i rifiuti a Roma, di appalti e dell’intermediazione per ottenere crediti che Buzzi vantava con la Pubblica Amministrazione.

L’accusa, che aveva chiesto una pena inferiore (5 anni), ha definito Alemanno “uomo politico di riferimento” di Mafia Capitale e i suoi “uomini di fiducia, proiezioni della sua persona, si sono interfacciati con gli elementi apicali di Mafia Capitale, suoi corruttori (Buzzi e Carminati)“.

Alemanno si è sempre proclamato innocente: “Una sentenza sbagliata. Ricorreremo sicuramente in appello dopo aver letto le motivazioni. Io sono innocente l’ho detto sempre e lo ribadirò davanti ai giudici di secondo grado“, ha detto l’ex sindaco di Roma.