“Mai sculacciare i bambini”, parola dei pediatri: ecco perché

Educare i propri figli è uno dei mestieri più difficili. Soprattutto nelle fasi delicate della crescita, durante il passaggi dell’infanzia.

Educare i propri figli è uno dei mestieri più difficili. Soprattutto nelle fasi delicate della crescita, durante il passaggi dell’infanzia.

La classica sculacciata leggera è considerata una forma di punizione ‘ragionevole’, utile per correggere un comportamento sbagliato del bambino e veloce nel dare il risultato, cioè il bambino smette. Sono sempre più, però i pareri di pediatri, esperti della crescita, che mettono in discussione questa pratica come metodo efficace per educare il bambino.

Uno dei messaggi più chiari è ‘io sono più forte di te, e se non la smetti con questo comportamento e non segui le mie regole, te lo faccio capire con la forza’. Il risultato è molto probabilmente raggiunto, perché il bambino quasi sicuramente non vorrà ripetere l’esperienza.

Ma non è raro che alcuni bambini più tenaci di altri, potrebbero iniziare a sfidare il genitore, generando un circolo vizioso in cui l’uso della forza fisica non può che aumentare, passando dalla sculacciata allo schiaffo, per degenerare. Sino a quando una delle parti è costretta ad arrendersi.

Le sculacciate bloccano, dunque, solo l’azione del bimbo nell’immediato per paura di prenderle di nuovo, sostengono un gruppo di pediatri americani, ma non lo aiutano certo a imparare comportamenti ‘giusti’ e adeguati. Sberle e scapellotti renderebbero i bambini più aggressivi, insicuri e da adulti più ansiosi e perennemente timorosi di non essere all’altezza.

Basta parlare e fare capire loro cosa devono e non devono fare. Potrete instaurare un approccio istruttivo e costruttivo attraverso il dialogo, anche con un rimprovero più deciso, ma senza ‘creare’ traumi.