Malata di cancro viene licenziata. Il suo sfogo sui social diventa virale

Oltre al danno della malattia, la beffa del licenziamento. Monica Manna è una ragazza torinese. Diverso tempo fa il Destino ha deciso di metterla alla prova: si è ammalata di cancro al seno.

Ha lottato con tutte le sue forze, con tutti i mezzi a disposizione, perché Monica ha una gran voglia di vivere e non ci pensa proprio a mollare la presa. Ma lei è più forte della malattia e, anche se ha finito chemioterapia e radioterapia, continua ad essere una coraggiosa guerriera.

Durante i mesi più difficili, suo malgrado è stata costretta ad assentarsi dal lavoro. Per lei e per tutti i malati è un diritto pensare alla propria salute ed è un diritto non perdere il lavoro perché si sta lottando per la propria vita.

Ma Monica se li è visti negare. Tornata a lavorare ha dovuto fare i conti prima con un trasferimento di sede e poi con il licenziamento. È stata lei stessa a raccontare la sua vicenda con un lungo sfogo su facebook diventato virale in poche ore e condiviso da oltre 15mila persone.

I miei 181 gg di malattia – si legge nel post – li ho fatti presso il reparto oncologia del San Lazzaro e radioterapia del San Giovanni Vecchio. Mi scuso se mi sono ammalata di cancro alla mammella e se ho dovuto combattere gli effetti della terapia. Mi scuso ancora, se rientrando a settembre (…) mi sono presa un’infezione alle vie respiratorie e sono rimasta a casa per una settimana con antibiotico e cortisone. Scusate se in quel momento mi è passato di mente che con quei 5 gg di malattia avrei superato il periodo di comporto”.

Tu coordinatrice – continua Monica – hai deciso che al mio rientro mi sarei dovuta recare. Dopo aver chiesto di rimanere dov’ero, perché ero a 2 minuti da casa, non hai voluto sentir ragioni. Mi hai fatto andare a lavorare a 2 km di distanza. Dopo 3 gg ho ricevuto la lettera di licenziamento per aver superato il periodo di comporto. Hai avuto anche il coraggio di dirmi che la malattia mi ha resa cattiva. Io ti garantisco che non sono diventata cattiva, mi hanno insegnato che a combattere per le cose giuste non si è mai dalla parte sbagliata. Io dico invece che ciò che mi avevate fatto lo è”.