Mara Carfagna vuole lasciare Forza Italia? Toti: “Non andrà da Renzi”

Tiene banco in Forza Italia il dispiacere di Mara Carfagna dopo l’astensione sulla mozione di Liliana Segre.

Mara Carfagna, dopo la decisione del partito di Silvio Berlusconi di astenersi sulla mozione di Liliana Segre, ha affermato: «La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centrodestra andiamo a rimorchio senza rivendicare la nostra identità. Se l’unità della coalizione in politica è un valore aggiunto, essa non può compromettere i valori veri, quelli che fanno parte della nostra storia».

Insomma, in molti adesso pensano che la deputata di Salerno possa abbandonare Forza Italia e ‘traslocare’ a Italia Viva con Matteo Renzi.

Sull’argomento è intervenuto Giovanni Toti, governatore della Liguria, leader di Cambiamo!, e ospite di Agorà su Raitre:

«Sono andata a trovarla ieri come faccio spesso quando vado a Roma, sono andato a bere un caffé da lei e abbiamo fatto alcuni ragionamenti. Carfagna è un esponente importante del centrodestra, nei giorni scorsi ha vissuto dei momenti di difficoltà con Forza Italia, mi piace confrontarmi con tutti e ci siamo detti che la nostra metà campo è il centrodestra, al di là di qualche voce che corre. Lei è convintamente decisa a rimanere nel centrodestra, le ho ribadito che a me piacerebbe costruire qualcosa che ambisca a tornare a crescere».

Totti ha aggiunto: «In tutta franchezza non so se è intenzionata a lasciare il partito ma sono certo che starebbe nella metà campo nostra e non andrebbe ad alimentare le file di Renzi, per il momento è ancora in Forza Italia e mi sembra ampiamente prematuro. Per il momento c’è una riflessione nei gruppi dopo il voto in Umbria, è evidente che qualche malumore serpeggia».

Infine, il Secolo d’Itaia, a proposito della possibile fuoriuscita della Carfagna da FI, ha scritto: «Prima di orientarsi su posizioni ‘renziane’ o comunque di destra non ‘estremiste’, come lei stessa le definisce, qualche anno fa aveva raccontato di essere stata ‘fascista’. In una lunga intervista, apparsa sul settimanale ‘A’ nel 2008 confessava di vedere nel futuro del Pdl Gianfranco Fini come unico possibile successore a Silvio Berlusconi».

E ancora: «In quegli stessi anni, a proposito di ‘moderazione’ e di posizioni estremiste, da ministro delle Pari Opportunità si rifiutava di dare il patrocinio al Gay Pride. Facendoli letteralmente infuriare. Salvo cambiare idea nel 2019 e autodefinirsi ‘medioevale’, visto che lei stessa aveva osteggiato la causa degli omosessuali».

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