Marocchino entra in chiesa urlando, i fedeli scappano

Ormai è psicosi. La paura di un attentato terroristico oggi non risparmia nessuno, in qualunque luogo ci si trovi.

Lo sanno bene a Manerbio, comune in provincia di Brescia dove i parrocchiani hanno temuto il peggio e affidato l’anima a Dio qualche mattina fa.

Ecco cosa è successo. Erano le 8.30 di domenica e nella Chiesa di San Lorenzo Martire si stava celebrando la consueta funzione mattutina, tra l’altro molto partecipata.
Tra una lettura e l’altra, è entrato un giovane immigrato marocchino che si è seduto in prima fila. Fin qui nulla di cui preoccuparsi fino a quando il ragazzo non ha iniziato a parlare ad alta voce pronunciando con una certa foga delle frasi incomprensibili perché in una lingua diversa dall’italiano e perché dette biascicando.

I fedeli hanno iniziato a preoccuparsi. Ma quando hanno visto che il marocchino aveva con sé una valigia, il fuggi fuggi generale è stato inevitabile.

Tempestivo è stato l’intervento dei Carabinieri che, una volta condotto in caserma, hanno constatato che il giovane era semplicemente ubriaco e sparlava proprio a causa dell’eccessivo alcool in circolo nel suo organismo. Nella valigia, invece, c’erano soltanto vestiti e un bottiglione di vino.

Dunque niente minaccia terrorismo, anche se l’immigrato è stato denunciato per procurato allarme.

Una curiosità: ad aprile, sempre a Manerbio c’era stato un altro allarme terrorismo a causa di una valigetta sospetta lasciata incustodita vicino ad una pompa di benzina. In quel caso intervennero gli artificieri. Anche allora di rivelò un falso allarme.