Maroni ‘bacchetta’ Salvini: “Ha commesso un’ingenuità”

L’opinione dell’ex segretario federale della Lega intervistato da Quotidiano.net.

Roberto Maroni, ex segretario federale della Lega e più volte Ministro, intervistato da Quotidiano.net, ha criticato la scelta di Matteo Salvini di avere abbandonato il governo con il M5S, permettendo così la nascita di quello con il PD.

Ha commesso un’ingenuità, l’ha ammesso lui stesso“, ha detto Maroni, 64 anni, che ha raccontato di una telefona tra lui e l’ex vicepremier: “Ci siamo sentiti nei giorni della crisi. Mi tornava in mente la situazione vissuta alla fine del ‘94, con il ribaltone orchestrato da Umberto Bossi ai tempi del primo governo Berlusconi. Io non ero d’accordo con lui. ‘Se esci dal governo’, gli dicevo, ‘non potrai ottenere il federalismo. Potrai solo fare la rivoluzione’. E alle barricate io preferisco l’attività di governo“.

Maroni ha poi sottolineato che “Matteo, in termini di consenso, è arrivato dove io e Bossi non siamo mai riusciti ad arrivare; poteva fare tutto. Pensavo che, all’indomani della vittoria sulla Tav, avrebbe puntato a rafforzare la sua posizione all’interno del governo. Chiedendo, per cominciare, i ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture per la Lega. Ha fatto una scelta diversa e la situazione è precipitata. Da milanese, non ha considerato i bizantinismi del Rito romano della politica“.

Per Maroni, poi, nonostante la Lega abbia tolto la parola Nord sal simbolo, continuano ad esistere due Italie: “e quella settentrionale continua a chiedere di essere ascoltata. Non vedo una crisi nella Lega. L’insofferenza non è nella base del movimento, ma nella classe imprenditoriale, nei ceti produttivi“.

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