Mascherine e guanti per terra: la denuncia degli esperti

Tante le denunce di rifiuti, potenzialmente infetti, buttati per strada.

mascherina per terra
mascherina per terra

Mascherine e guanti per terra, una pratica definita «contagiosa» dai medici, soprattutto nel bel mezzo di una emergenza sanitaria. Si scorgono soprattutto in corrispondenza dei supermercati. Evidentemente, chi li utilizza per fare la spesa in sicurezza, poi non se ne disfa nel modo più appropriato: la raccolta indifferenziata (tranne per i guanti in Pvc).

Non si tratta solo di un danno all’ambiente, visto che sono realizzati in plastica, poliestere o polipropilene e materiale sintetico, ma anche un pericolo per la salute pubblica. Non dimentichiamo che esistono i malati di Coronavirus asintomatici. Potrebbe esserlo chiunque, anche chi ha lasciato cadere mascherine e guanti per terra dopo averli utilizzati.

LEGGI ANCHE: Coronavirus in Corea del Sud: riattivato in 91 pazienti

Una ricerca recente, in pubblicazione sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che il Covid-19 mantiene la propria carica infettiva anche sulle superfici in plastica, e più a lungo rispetto ad altri materiali. Un primato che condivide con l’acciaio inossidabile (tre giorni). Un giorno è il tempo che il Coronavirus resta sul cartone, meno per gli altri quattro materiali oggetto di studio.

In Italia a denunciare la pratica incivile e pericolosa ci ha pensato Plastic Free: «Il nostro interesse è la difesa dell’ambiente, per cui siamo partiti dalla forte impressione sul decoro urbano. D’altronde anche quando guanti e mascherine non sono di plastica si tratta pur sempre inquinamento»: dice Luca De Gaetano, presidente dell’associazione.

E ancora: «Siamo stati bombardati di segnalazioni da parte di utenti e associati così abbiamo deciso di pubblicare questi contenuti. Poi, leggendo anche alcuni studi, abbiamo associato le questioni ponendoci anche qualche preoccupazione sul lato salute».

View this post on Instagram

Usa e getta non vuol dire usa e infesta!

A post shared by Margherita Buy (@margheritabuyofficial) on

LEGGI ANCHE: Dal 14 aprile molte attività riapriranno, ecco la lista

Si chiede la collaborazione dei supermercati: «Dovrebbero approntare dei contenitori messi in sicurezza e pulire più spesso, specialmente le zone esterne ai punti vendita. La sensibilità è molto alta, alcuni post hanno raggiunto decine di migliaia di condivisioni con milioni di visualizzazioni».

E poi arriva anche qualche consiglio per disfarsi di mascherine e guanti nel modo più sicuro: «Smaltiamoli nell’indifferenziata usando un doppio sacchetto impermeabile: qualora lo fossero, non gettiamoli fra i riciclabili, dove potrebbero essere lavorati e sottoposti ad altri passaggi» : afferma Paolo Villari, direttore del dipartimento di Sanità pubblica e di Malattie infettive all’università La Sapienza di Roma.

E poi conclude: «Non mi allarmerei troppo se ne troviamo per terra, perché la probabilità di contagiarsi è molto bassa. Ma certo è una questione che riguarda la civiltà della popolazione». Insomma, una questione che non va presa sottogamba.

Più duro il dottor Nicola Macchione, specialista urologo dell’ospedale San Paolo di Milano-Asst Santi Paolo e Carlo: «L’ultima revisione su 22 studi precedenti su parenti stretti come Mers parla di una persistenza fino a nove giorni ma i medici non specificano le condizioni di temperatura esterna e le superfici».

«Uno studio su Jama dell’università di Singapore ha invece verificato la persistenza su dispositivi e oggetti presenti nella stanza di persone infette, provando come questa cambiasse a seconda del tempo di infezione»: conclude.