Mascherine trasparenti per non udenti: l’idea di una mamma inglese

Un contributo fondamentale in un periodo in cui i dpi sono necessari per la salute di tutti.

mascherine trasparenti per non udenti

Inizialmente le mascherine trasparenti per non udenti sarebbero dovute servire solo alla sua famiglia e alla cerchia di amici intimi. Justine Bate ha trovato una soluzione pratica per rendere le relazioni di ogni giorno possibile.

A quanto pare, però, ha risposto a un’esigenza comune a molti. A tal punto da ricevere innumerevoli richieste da persone nella sua stessa situazione. Il contributo che sta dando alla comunità non è di poco conto.

L’utilizzo delle mascherine, infatti, rappresenta una barriera per tutte le persone affette da sordità o ipoudenti. La sola gestualità non basta e le difficoltà non sono poche, quando non ci si può affidare alla lettura del labiale.

I’ve made this Visible Mask for the deaf, lipreaders and or those whose work for / with the deaf or those love to smile!…

Pubblicato da Justine DB su Venerdì 22 maggio 2020

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Tutto ha avuto inizio per rispondere a un’esigenza della figlia Teona di 10 anni, anch’essa sorda. Una volta pubblicato il primo post sui social, però, gli apprezzamenti sono arrivati da tantissime persone. Altrettante sono state le richieste di produzione delle mascherine trasparenti per non udenti.

«Non possiamo realizzarle abbastanza rapidamente, rispetto ai bisogni delle persone. Ci hanno letteralmente travolto»: ha rivelato Carl Bate, il marito di Justine. Anche lui ne indossa sempre una, così la comunicazione in famiglia è di nuovo possibile.

La parte in corrispondenza della bocca è realizzata in plastica trasparente, per il resto il dispositivo di protezione individuale di Justine Bate è identico a quelli che si trovano in commercio di questi tempi.

Justine Bate
Justine Bate con il marito Carl

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La mamma inglese che ha avuto questa idea innovativa è una graphic designer ed è sorda dalla nascita. Le sue creazioni sono state realizzate artigianalmente, con la macchina da cucire. Comode, colorate e divertenti: stanno andando veramente a ruba.

«La mascherina genera stress, ansia, frustrazione e paura nelle persone sorde che non riescono a comunicare»: spiega Carolyn Stern, vicedirettore del Centro per Udito e comunicazione di Manchester.

Le mascherine di Justine, allora, non sono state utili soltanto alla sua di famiglia, ma hanno rivoluzionato la vita di una comunità intera messa a dura prova dalla pandemia causata dal Coronavirus.

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