Massimo Giletti contro Barbara D’Urso: “Doveva indagare su Mark Caltagirone”

In diretta, il giornalista ieri sera ha criticato il modo in cui Barbara D’Urso ha trattato il Pamela Prati gate.

Massimo Giletti e Barbara D'Urso
Massimo Giletti e Barbara D'Urso

Si accende lo scontro mediatico fra i due cavalli di razza del prime time della domenica: Massimo Giletti durante la prima puntata di ‘Non è l’Arena’ ha lanciato in diretta una stoccata a Barbara D’Urso che in quel momento era in onda su Mediaset con la seconda puntata di ‘Live – Non è la D’Urso’.

Pomo della discordia il Pamela Prati gate che per il giornalista di La7 non è stato trattato in maniera giornalistica dalla concorrenza.

È possibile – ha detto – che debba arrivare Roberto D’Agostino, è possibile che debba arrivare Fanpage? Chi ha gestito questa situazione secondo me aveva il dovere morale di andare a indagare su una vicenda del genere. C’erano troppe cose che non tornavano. Ieri ho visto un’intervista della Perricciolo su Comingoon. Sapendo che avevo dei documenti, ha anticipato un po’ tutti e ha detto che la polizia ha fatto una perquisizione nella sua casa, dove viveva con la Michelazzo. Non si fa una perquisizione se non c’è un motivo, se per esempio non c’è una querela. Io e i miei c’eravamo già arrivati: questa perquisizione è stata fatta nel 2015. Un giornalista deve indagare su queste persone. Noi l’abbiamo fatto”.

Bisogna mettere un filtro a questo tipo di televisione. Sui social arriva di tutto – ha continuato Giletti – fake news ogni giorno. Noi non riusciamo a controllarle. Ma la televisione ha dei mediatori. Se siamo testate giornalistiche abbiamo il dovere il verificare l’attendibilità di quello che uno dice, altrimenti prendiamo per buono tutto. Se si fosse indagato si sarebbe capito che in quella perquisizione si erano trovate cose che provavano che quelle due (Perricciolo e Michelazzo, ndr) avevano adottato il ‘sistema Caltagirone’ già con qualcun altro. Ecco perché bisogna essere molto cauti. Non si è testata giornalistica per caso. Ma non si può neanche sventolarlo così tutte le volte, e poi cadere su cose del genere. Bisogna aprire gli occhi, capire chi sono queste persone, chi ha studiato queste carte doveva farlo. Sennò questo sottobosco diventa un ‘bosco’, paginate e paginate in televisione. Bastava cliccare su un sistema per vedere che Mark Caltagirone non esisteva”.

È chiaro il riferimento a Barbara D’Urso che non perde mai occasione di ribadire che le sue trasmissioni sono “sotto testata giornalistica”.

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