Matrimoni e funerali ai tempi del Coronavirus: ecco cosa cambia in Italia

A spiegarlo è Don Enrico Turcato, responsabile della pastorale giovanile.

matrimonio

Matrimoni e funerali ai tempi del Coronavirus subiranno delle conseguenze, così come la vita religiosa dei fedeli in generale. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna – le regioni italiane in emergenza – hanno già adottato delle misure per arginare il rischio di contagio.

«In primo luogo cambia il modo di approcciarsi alla preghiera, quella pubblica in particolare. Questo tempo di emergenza richiede ai singoli credenti di riprendere a pregare anche da soli»: ha detto Don Enrico Turcato.

Don Enrico Turcato
Don Enrico Turcato, responsabile della pastorale giovanile

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E ancora: «Le chiese rimangono aperte, ed è importante sottolinearlo, ma la preghiera sarà personale, non sarà possibile avere, come già non lo è stato la scorsa settimana, una concentrazione di fedeli, assieme, nella stessa chiesa per la preghiera e, soprattutto, per la liturgia eucaristica ovvero per la Santa Messa».

Anche i sacramenti quindi vengono e verranno vissuti diversamente: «Cambia qualcosa soprattutto nel caso di battesimi, matrimoni e funerali. Sarà possibile celebrare i battesimi alla presenza dei familiari più stretti, dei padrini e delle madrine».

«Non si prevede la celebrazione dei funerali in chiesa, ma al cimitero, direttamente nel luogo dove avverrà la sepoltura. La messa esequiale poi si celebrerà una volta finita l’emergenza»: ha aggiunto il responsabile della pastorale giovanile.

Funerale
I funerali si celebreranno direttamente al cimitero

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Per i matrimoni valgono le direttive proprie dei battesimi: «Possono essere celebrati alla sola presenza dei testimoni e dei familiari più stretti». Una precauzione per limitare al massimo l’eventuale contagio del virus.

Matrimoni e funerali ai tempi del Coronavirus, quindi, dovranno seguire delle regole precise per salvaguardare la salute dei cittadini. Si tratta di «un gesto di carità e di attenzione», a sottolinearlo è stato anche lo stesso vescovo di Adria – Rovigo, Monsignor Pierantonio Pavanello.

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