Mattarella spiazza tutti. Che faranno ora Di Maio e Salvini?

Magari sarò smentito ma non credo ai governi ‘neutrali’.

Perché un governo, se vuole compiere a pieno il suo dovere, deve necessariamente prendere una posizione e la sua azione va sostenuta dal Parlamento.

Altrimenti, se l’esecutivo si limiterà a fare i compitini, sarà un classico governo di ‘ordinaria amministrazione’ (e, quindi, sarebbe stato meglio proseguire con Paolo Gentiloni fino a nuove elezioni ma mettendo mano alla legge elettorale così da inserire il premio di maggioranza, perché se ci fosse stato, avremmo già un governo e sarebbe di centrodestra).

Insomma, non vedo nulla di diverso tra un governo ‘neutrale’ e uno ‘tecnico’ o ‘del Presidente.

La decisione di Sergio Mattarella, comunque, ci sta (dal momento che bisogna fare qualcosa per superare lo stallo) ma perché non permettere a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, dopo la richiesta ufficiale, di constatare la possibilità di avere i numeri in Parlamento? Anche perché credo che Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi non l’abbiano presentata con spirito kamikaze ma con la reale possibilità di farcela.

Comunque sia, piaccia o non piaccia, la Costituzione dà a Mattarella il potere di nominare il governo. Ed è forse proprio quello che va cambiato in questo Paese. La nostra Costituzione è vecchia e ha bisogno di una rinfrescata negli articoli inerenti ai meccanismi dello Stato.

Altro capitolo di discussione è il voto. Sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini spingono per il voto in estate.

Addirittura il primo avrebbe voluto che gli italiani tornassero alle urne il 24 giugno. Per il Capo dello Stato, però, se elezioni dovranno essere, potranno svolgersi o a luglio o in autunno ed entrambe le possibilità sono foriere di rischi: l’astensionismo nel primo caso, i tempi stretti per approvare le misure economiche nel secondo. Il governo neutrale, invece, avrebbe anche una scadenza: dicembre. Allora i partiti dovrebbero decidere se o andare alle urne o trovare una maggioranza in parlamento per costituire un governo politico.

La scelta di Mattarella, però, piaccia o non piaccia, ha spiazzato tutti (tranne il Partito Democratico). Sì, perché il tempo dei veti e delle dichiarazioni a distanza è finito. O si trova un compromesso o si corre il rischio di un record della Repubblica: la fine di una legislatura che non è mai cominciata.

E questo compromesso potrebbe portare all’alleanza politica di cui si è tanto parlato, quella tra Lega e Movimento Cinque Stelle…