Matteo Renzi: “Mi dimetto da segretario del Partito Democratico”

Come sapete, come doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che è stata una sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Partito Democratico. Sono orgoglioso del lavoro di questi anni. ma riconosco contemporaneamente la sconfitta chiara ed evidente. Oggi l’Italia ha una situazione politica in cui chi ha vinto le elezioni non ha i numeri per governare. E chi è intellettualmente onesto, dovrebbe riconoscere che ciò deriva dalla vicenda referendaria di un anno e mezzo fa. Si è molto discusso di personalizzazioni referendarie ma coloro che si sono opposti a quella riforma, sono vittime della loro scelta di contestare quella semplificazione del modello istituzionale che avrebbe permesso oggi di avere un governo. C’è una bugia: ‘non faremo mai accordi’. Mostrino il loro valore se ne sono capaci“.

Così Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico.

E ancora: “Siamo stati in questa campagna elettorale sin troppo tecnici, non abbiamo mostrato l’anima delle cose fatte e che volevamo fare. Stavolta non siamo riusciti a bloccare il vento estremista, quindi il risultato è molto deludente“.

Renzi ha aggiunto: “Lascio la guida del Partito Democratico e come previsto dallo Statuto ho già chiesto al presidente del PD, Matteo Orfini, di convocare un’assemblea nazionale per aprire la fase congressuale. Questo avverrà dopo l’insediamento del Parlamento e del nuovo Governo. Perché? Non credo che sia possibile evitare un confronto vero dentro il PD su ciò che è accaduto. Bisogna fare un congresso risolutivo che permetta alla leadership di fare ciò per cui è stato eletto. Non un reggente scelto dai caminetti ma un segretario eletto dalle primarie“.

Mi rivolgo a chi ci ha votato e a chi no – ha aggiunto il politico toscano – Abbiamo detto in campagna elettorale no al governo con gli estremisti. Noi non abbiamo cambiato idea nel giro di 48 ore. Noi abbiamo preso sul serio la campagna che abbiamo fatto: no alla cultura anti-scientifica e dell’odio. Non stavamo scherzando. Ecco 3 elementi che ci separano da Salvini e Di Maio: antieuropeismo, antipolitica e l’uso dell’odio verbale che i loro partiti hanno utilizzato nei confronti dei militanti del PD. Mafiosi, corrotti, impresentabili, mani sporche di sangue… fate il governo senza di noi. Se noi siamo questi, sappiate che il nostro posto nella legislatura sarà all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani, lì staremo. Il PD non diventerà uno stampella per il governo antisistema. Saremo responsabili e la nostra responsabilità sarà stare all’opposizione“.

Ho ricevuto migliaia di mail dopo questa sconfitta netta – ha continuato Renzi – Voglio rivolgermi a costoro. Non c’è nessuna fuga. Terminata la fase del governo, dell’insediamento del Parlamento, farò un lavoro che mi affascina, il senatore. E sono molto orgoglioso del risultato del mio collegio. […] Chi mi conosce ha sentito il bisogno di esprimere di nuovo quest’affetto, francamente commovente. Si riparte dal basso, con molta umiltà, a fare quello che doveva fare tutto il PD: politica sul territorio, strada per strada, recuperare il rapporto con le periferie. Ripartiamo da qui con orgoglio, da chi in questi cinque anni può dire di avere fatto un lavoro bello. Noi restituiamo le chiavi di casa con la casa tenuta bene: PIL + 4%, consumi +5,4%, export +17%, un milione di posti di lavoro in più. Siamo orgogliosi dei nostri risultati e speriamo che coloro i quali sembrano pronti a governare il Paese possano fare di più e se ci riusciranno faremo il tifo per loro con un’opposizione leale. Non andremo mai a insultare gli avversari sui social o con notizie false. Noi siamo la società aperta contro quella chiusa, la realtà contro le fake news, il coraggio contro la cultura della paura e della chiusura, i diritti contro la tolleranza, il lavoro contro i sussidi, la giustizia fiscale contro le tasse improponibili così piatte da essere già scomparse. Mai potremo fare un governo con le forze anti-sistema. Diremo sì a tutto quello che serve al Paese e al futuro dei nostri figli. Diremo 3 no: no agli inciuci, no ai caminetti ristretti, a ogni forma di estremismo“.