Medici di Wuhan: “Sapevamo della mortalità del coronavirus ma non potevamo dirlo”

La confessione in un documentario di ITV.

Un documentario di ITV rivela che ai medici di Wuhan, in Cina, è stato detto di restare in silenzio sull’epidemia di coronavirus.

Outbreak: The Virus That Shook The World, il titolo del documentario, traccia le prime fasi del virus e come si è diffuso dalla capitale della provincia di Hubei.

Il documentario contiene video sotto copertura di professionisti medici che hanno assistito ad alcuni dei primi casi del virus, che sono stati filmati segretamente da un giornalista.

Nel filmato questi medici dicono che non avevano dubbi sulla pericolosità del virus ma sono stati costretti a tacere sulle loro preoccupazioni.

Un medico, il cui volto è stato offuscato, ha detto: «Sapevamo tutti che non c’erano dubbi sulla trasmissione da uomo a uomo».

Nella clip, i medici hanno affermato anche di essere stati a conoscenza dei morti già alla fine di dicembre 2019.

Un altro medico ha osservato: «In realtà, alla fine di dicembre o all’inizio di gennaio 2020, il parente di qualcuno che conosco è morto a causa di questo virus. Anche molti di coloro che vivevano con lui erano infetti, comprese le persone che conosco».

Gli esperti hanno anche parlato di un insabbiamento da parte delle autorità governative cinesi all’inizio dell’epidemia.

Uno ha detto: «Sapevamo che questo virus si trasmetteva da uomo a uomo. Ma quando abbiamo partecipato a una riunione in ospedale, ci è stato detto di non parlare. I capi provinciali hanno detto agli ospedali di non dire la verità».

I medici hanno sostenuto che le autorità sapevano che le celebrazioni del nuovo anno a gennaio avrebbero «accelerato la velocità del virus» ma non sono stati ascoltati perché le autorità volevano rappresentare «una società armoniosa e prospera».

Il documentario comprende anche un’intervista al dott. Yin-Ching Chuang della rete per la prevenzione e il trattamento delle malattie infettive di Taiwan, che ha lottato per portare se stesso e il suo team a Wuhan per saperne di più sulla trasmissione da uomo a uomo ma le autorità cinesi glielo hanno negato.

Il dottor Chuang ha spiegato: «Mentre eravamo in una riunione, abbiamo posto molte domande e, seppur malvolentieri, alla fine ci hanno detto: ‘Non si può escludere una trasmissione da uomo a uomo ma limitata».

Due settimane dopo l’inizio ufficiale dell’epidemia, il potenziale di trasmissione da uomo a uomo non era ancora stato condiviso pubblicamente.

Il dottor Chuang ha continuato: «Qual era l’entità dell’infezione? Quanto è stata grande questa epidemia? Quanti pazienti sono stati colpiti? Non lo sapevamo. Solo loro lo sapevano».

Il documentario porta alla luce anche prove che dimostrano che, mentre il virus si stava diffondendo tra il 5 gennaio e il 17 gennaio, nessun nuovo caso è stato ufficialmente segnalato in Cina durante questo periodo di 12 giorni.

Il dottor Yi-Chun Lo, specialista in malattie infettive, vicedirettore generale dei Centri per il controllo delle malattie a Taiwan, ha affermato: «Penso che la pandemia avrebbe potuto essere evitata all’inizio se la Cina fosse stata trasparente sull’epidemia e si fosse affrettata a fornire le informazioni necessarie al mondo».

Secondo ITV, il governo cinese ha rifiutato di commentare.

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