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Melagrana: benefici

Melagrana: tutte le proprietà benefiche di questo frutto

La melagrana è il frutto della pianta del melograno. Il suo nome deriva dal latino malum granatum e vuol dire letteralmente “mela con semi”. Infatti si tratta di una bacca dalla consistenza robusta, rotondeggiante, con all’interno tantissimi semi rossi, rivestiti da polpa traslucida. È simbolo di prosperità, fortuna e fecondità. Questo frutto, oltre al suo buon sapore, ha tantissime proprietà benefiche per la salute: scopriamole insieme.

Melagrana: benefici

La ricchezza di questo frutto risiede proprio nei chicchi, che prendono il nome di arilli. Sono succulenti, teneri e dal sapore leggermente acidulo. Questo frutto può essere mangiato così oppure possono essere tantissime le preparazioni: succhi di frutta, infusi, bevande dissetanti, cocktail colorati ma non solo. Anche in ambito cosmetico può essere utilizzato, in modo da trarne tutti i benefici nascosti.

Proprietà benefiche della melagrana: ecco quali sono

Il colore rosso degli arilli deriva dall’alto contenuto di antocianine. Queste hanno un ruolo fondamentale per la salute dell’apparato cardiovascolare. Inoltre hanno un potere antiossidante, andando a combattere i radicali liberi, rallentando il processo di invecchiamento cellulare.

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Altri polifenoli presenti sono l’acido ellagico e la punicalagina. Anch’essi hanno effetti protettivi verso lo stress ossidativo. La loro presenza aiuta a contrastare l’insorgenza di disturbi metabolici; questo frutto può essere utile nella prevenzione oncologica e nella riduzione della neuro-infiammazione.

La melagrana aiuta a aumentare il colesterolo buono, HDL, invece non incide su quello cattivo, LDL. Nella cura estetica, l’acido ellagico va a mantenere la pelle giovane, sana ed elastica, poiché rallenta i processi di invecchiamento.

Melagrana

Infine è un vero e proprio toccasana per l’intestino e per la salute dall’apparato gastro-intestinale. È in grado di influire sul microbiota intestinale, modificando in maniera positiva la sua composizione. Questo avviene grazie alla presenza degli ellagitannini che metabolizzati vanno a stimolare la produzione di urolitine. Quest’ultime sono dei composti chimici in grado di mantenere la funzione intestinale e in particolare della barriera, agendo sulla riduzione della permeabilità e dell’infiammazione, aspetto fondamentale in caso di colite ulcerose e morbo di Crohn.