Michele Bravi, parla l’avvocato: “Sta male ma è innocente”

Il difensore del cantante ha rilasciato una intervista al ‘Corriere’ dove ha spiegato come stanno le cose.

Un’esigenza, soprattutto da un punto di vista umano, di fare chiarezza. È così che spiega il motivo della sua intervista al ‘Corriere’ Manuel Gabrielli, l’avvocato penalista che sta difendendo il cantante Michele Bravi accusato di omicidio stradale.

Dal tragico incidente dello scorso marzo che ha visto l’artista coinvolto in un sinistro in cui ha perso la vita un centauro, sono state scritte molte cose e tanti sono stati gli attacchi nei confronti del giovane che da allora non si sta facendo più sentire.

Michele sta molto male – ha raccontato l’avvocato – e il suo silenzio è proprio per rispettare le persone coinvolte. Una cosa del genere segna moltissimo. Ma segna anche leggere che molti ti considerano già il responsabile di questo dramma”.

Poi ha spiegato come stanno andando le indagini.

Ci è stato notificato da parte della Procura – ha spiegato – il termine delle indagini. Non c’è quindi nessun processo in atto. Ci sono rilevanti elementi di innocenza, in grado di dimostrare la sua estraneità alla determinazione del delitto”.

Michele-Bravi
Michele Bravi.

Per quanto riguarda la dinamica dell’incidente, invece, l’avvocato ha fatto alcune precisazioni.

Michele non stava facendo un’inversione a U, né una manovra vietata, ma una svolta a sinistra per entrare in un passo carraio. Un fatto confortato dalla Procura. Secondo: la moto veniva da dietro e ne stiamo analizzando la velocità; Michele nella svolta aveva già impegnato la linea di mezzeria e l’impatto è stato contro lo sportello posteriore dell’auto, lato guidatore. Inoltre, vi era spazio tra l’auto e il margine esterno stradale, in cui la moto avrebbe potuto superare”.

L’intenzione – ha concluso – è chiedere l’archiviazione. Se non verrà accolta l’atto dovuto sarà iniziare il procedimento penale, e avendo questi seri elementi che dimostrano l’innocenza del mio assistito, non escludo che tutto possa essere un processo ordinario”.

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