Michelle Obama al Festival di Sanremo? Scoppia la polemica politica

Maurizio Gasparri contro la possibilità che l’ex first lady possa essere ospite al Festival.

Detto tra noi. Ma secondo voi Michelle Obama, moglie di Barack, il presidente degli Stati Uniti nero e forse il più famoso di sempre, conosce Maurizio Gasparri? Certo, lui è stato ministro della Comunicazione, mentre lei una semplice first lady.

Eppure il mondo conosce lei, che potrebbe concorrere come vicepresidente americano, non l’ideatore della riforma televisiva che ha portato in Italia il digitale terrestre. Ma la polemica infuria tra i due. O, meglio, più fa Gasparri verso Obama. E l’oggetto del contendere si chiama Festival di Sanremo.

A tutte le redazioni è arrivata questa dichiarazione di Gasparri: «Geniale l’idea di trasformare il popolarissimo palco di Sanremo in una tribuna anti Trump. A che altro serve, nell’anno delle presidenziali americane, invitare in una seguitissima trasmissione televisiva italiana Michelle Obama, se non a rendere omaggio al politically correct e al pensiero dominante in alcuni ambienti? Che c’entra un comizio di Michelle Obama in una rassegna musicale?».

Maurizio Gasparri

«Leggiamo che la Rai – ha aggiunto il politico di Forza Italia – starebbe studiando attraverso la discussa Rula Jebreal un’iniziativa di questa natura. La giornalista è già nota per le polemiche che ha animato, definendo razzisti coloro che non la pensano come lei. Già non si capisce la sua presenza a Sanremo, perché non risulta essere un’esperta di musica. Né la rassegna deve diventare un palco per comizi di vario tipo. Poi scegliere, nell’anno delle presidenziali americane, una tribuna di questo tipo per una passerella di Michelle Obama, è un’autentica provocazione. Certamente irrilevante ai fini dell’esito delle elezioni americane, che non possono certo essere influenzate da un evento così lontano e in fondo così minimo. Ma perché creare tensioni con un’iniziativa di questa natura? Ma i vertici della Rai non hanno altro a cui pensare? Dopo le figuracce inanellate dall’amministratore delegato, tenuto al guinzaglio da Di Maio, ora pensano di recuperare terreno trasformando Sanremo in una platea per comizi? E basta».

Insomma, un vero e prorpio attacco, che si somma all’altro caso di una signora di colore, la giornalista Rula Jebreal, che sarà anche lei sul palco del festival. A tal proposito la senatrice Valeria Fedeli del Partito Demoratico ha controbattuto a Gasparri: «Chi può avere qualcosa in contrario a portare sul palco del festival di Sanremo una denuncia forte della violenza contro le donne? Credo che tutte le forze politiche, senza distinzioni di parte, dovrebbero esprimere un convinto sostegno alla proposta di Rula Jebreal di invitare a questo scopo Michelle Obama o Oprah Winfrey, personaggi straordinari, tra le donne più famose al mondo e da sempre impegnate su questo fronte. eggo con sgomento che, nonostante anche il conduttore e direttore artistico della kermesse canora Amadeus si fosse detto entusiasta dell’iniziativa e fossero già da tempo partite le trattative con l’ex First Lady, inspiegabilmente tutto si sarebbe fermato».

Valeria Fedeli. Foto: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

«Chi ha posto il veto? La Rai cosa ha da dire? – ha aggiunto la Fedeli – Se addirittura il Papa nella sua omelia ha messo al centro la donna e denunciato l’oltraggio della violenza, non si capisce perché non si possa parlare di questo, dell’obbligo che ha l’Italia di dare piena attuazione alla legge 71 che attua la Convenzione di Istanbul, anche in prima serata, sulla prima rete della tv pubblica, in occasione dell’appuntamento televisivo più seguito dell’anno. Sarebbe un’occasione straordinaria che va realizzata e sostenuta a tutti i livelli: politico, istituzionale, culturale e del mondo radio televisivo».

E la polemica continuerà nei prossimi giorni. Perché Sanremo è Sanremo