Mihajlovic torna in panchina per il debutto del Bologna

Ieri sera era in panchina ad assistere alla prima di campionato della sua squadra.

Non ha voluto perdersi la prima partita di campionato della sua squadra in casa del Verona.

Sinisa Mihajlovic c’era, nonostante la battaglia contro la leucemia che sta portando avanti da poco più di un mese. La chemioterapia non l’ha fermato e ieri sera, con cappellino e visibilmente dimagrito, lui era sulla panchina rossoblu, quella del suo Bologna.

Felici i suoi uomini, felici gli spettatori sugli spalti e incontenibile la gioia della sua famiglia, in particolare della figlia Virginia che ha scritto un affettuoso messaggio per il padre sul suo profilo instagram.

Dirti che ti amo – ha scritto la ragazza – è troppo poco. La tua forza, la tua grinta ed il tuo coraggio, nonostante io sia tua figlia, mi rendono ancora oggi la ragazza più orgogliosa di questo mondo. Sei più di un guerriero, sei più di un combattente, sei più di un leone, tu sei ‘più di ogni cosa’. Quante altre cose ancora vorrei dirti, ma le parole giuste per descriverti, nessuno le ha ancora mai inventate”.

Ha comunque stupito il ritorno del mister, per molti infatti si è trattato di un gesto azzardato. Tuttavia a fugare ogni dubbio ci ha pensato il professor Sante Tura, già direttore dell’istituto ‘Seragnoli’ del Sant’Orsola dove è in cura Mihajlovic.

Il fatto che i medici gli abbiano dato il permesso – ha spiegato in una intervista a ‘Il Resto del Carlino’ – significa che c’è una risposta positiva dell’organismo, vuol dire che con ogni probabilità ha avuto un ripopolamento del midollo. È chiaro che come qualunque malato dimesso dall’ospedale dovrà avere un po’ di riguardo. Sicuramente un paziente in questa condizione deve sottoporsi almeno a un secondo ciclo di cure (e quindi un nuovo ricovero) in vista di un trapianto di midollo“.

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